Gli eredi dell’ultimo presidente di Samsung verseranno al fisco coreano l’equivalente di 8,9 miliardi di euro e doneranno 23mila opere d’arte, tra cui Picasso e Monet

La famiglia dell’ultimo presidente di Samsung ha annunciato un piano pluriennale per pagare una delle maggiori tasse di successione della storia: gli eredi di Lee Kun-hee, morto a 78 anni lo scorso ottobre per le conseguenze di un infarto debilitante avuto nel 2014, dovranno corrispondere all’erario di Seul una cifra record di oltre 12mila miliardi di won (8,9 miliardi di euro). “Pagare tutte le tasse è nostro dovere civico e responsabilità”, ha dichiarato la famiglia. Il figlio unico Jay Y. Lee, 52 anni, non potrà però sovrintendere al piano, essendo in carcere per una condanna in un caso di corruzione, che ha travolto l’ex presidente della Corea del Sud Park Geun-hye, rimossa con impeachment nel 2017.
Secondo diverse fonti, il lascito di Lee Kun-hee ammonta tra i 17,3 e i 19,3 miliardi di euro, ma la tassa sull’eredità nella Corea del Sud è una delle maggiori al mondo, del 50% quando si superano i 3 miliardi di won (2,2 milioni di euro). La legge permette tuttavia di pagare nell’arco di cinque anni, così la famiglia Lee si avvarrà di sei rate per adempiere all’onere, che vale tre-quattro volte l’introito statale dalle tasse sugli immobili. Il fisco coreano aggiunge inoltre un prelievo del 20% quando si tramandano le quote possedute dal principale azionista. Nella fortuna di Kun-hee sono ricomprese azioni in quattro unità di Samsung: 4,2% nel ramo Electronics, 20,76% in Samsung Life Insuramce, 2,8% in C&T, 0,01% in Samsung Sds e uno 0,08% in altre azioni.
La famiglia pagherà la tassa finanziandola con i dividendi delle azioni e con prestiti bancari. Ha comunque deciso di certificare al pubblico il proprio impegno effettuando la donazione di mille miliardi di won (744,1 milioni di euro) a favore di strutture mediche nell’arco di dieci anni, nonché di una collezione composta da 23mila opere d’arte occidentali e coreane che vanta nomi del calibro di Marc Chagall, Claude Monet e Pablo Picasso. Di queste, 60 sono indicate come “tesori nazionali” o “tesori”, e finiranno per arricchire il patrimonio dei musei nazionali.
L’erede Jay Y. Lee, ha dovuto fare ritorno in carcere a gennaio su decisione della Corte Suprema, in un caso di condanna per corruzione che aveva travolto l’ex presidente sudcoreano. Samsung è il principale conglomerato industriale del paese e, secondo le accuse valse due processi, Jay Y. Lee avrebbe operato in maniera scorretta per favorire la fusione di due unità della galassia, per consolidare il suo controllo sull’intero “chaebol”, il nome con cui si designano le organizzazioni economiche più influenti del paese. L’ereditiere avrebbe dovuto prendere il comando del colosso dopo la scomparsa del padre, a sua volta entrato in carica nel 1987 alla guida del colosso fondato dal capostipite Lee Byung Chul.
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