Lotta al cancro, il sostegno alla ricerca passa anche dalla azalee

Torna l’appuntamento che ritrova la dimensione dal vivo, nelle piazze, per il foundraising che sostiene il lavoro dei ricercatori, in particolare contro le neoplasie delle donne

Anche nel 2020 centinaia di migliaia di donne, fino a 182mila secondo le stime del Rapporto Aiom/Airtum sui numeri del cancro in Italia 2020, hanno dovuto confrontarsi con una diagnosi di neoplasia maligna. I tumori della mammella, del colon retto, del polmone, della tiroide, dell’endometrio sono quelli più frequenti tra le signore, con variazioni in relazione alla classe di età.

Alcuni tumori, in un arco temporale che secondo il report va dal 2008 al 2016- mostrano aumenti di incidenza (il polmone nelle donne over 50; la mammella in tutte le fasce di età e in particolare sotto i 50), altri sono in calo (stomaco nelle under 70; colon retto nella fascia 50-60); nel complesso diagnosi precoci, adesione alle campagne di screening e terapie efficaci possono fare la differenza e infatti cresce la percentuale di donne che sopravvive a cinque anni dalla diagnosi e in generale la percentuale di donne che guariscono è più alta rispetto al corrispettivo maschile, perché è minore la frequenza di tumori caratterizzati da una prognosi più severa.

La speranza di rendere anche le forme aggressive sempre più curabili è affidata alla ricerca che anche i singoli cittadini possono sostenere. In quest’ottica tornano le azalee della ricerca, il fiore che Fondazione Airc ha scelto, nel 1984, per incentivare gli italiani a donare, in concomitanza con la festa della mamma. Un buon mezzo per ricordare l’importanza della prevenzione e, anche, del passaggio di consapevolezze tra generazioni di donne, guardando in particolare a quei fattori di rischio come età, fattori riproduttivi, familiarità, ereditarietà, ecc.

L’appuntamento è il 9 maggio, quando,  nel rispetto delle indicazioni in tema prevenzione Covid, le azalee saranno in piazza grazie ai volontari (online, è possibile cercare le singole località). Un ritorno alla normalità, o quasi, dopo diversi mesi di appuntamenti che la stessa Fondazione ha sostenuto attraverso i canali digitali. Per donare l’azalea, e sostenere con una donazione da 15 euro il lavoro dei ricercatori,   è possibile anche usare l’ecommerce e ordinarla su Amazon. Si può anche integrare un contributo aggiuntivo.

Con i giusti investimenti, e con la spinta che può venire anche dai cittadini, la ricerca può lavorare oggi per offrire le soluzioni di cui i pazienti hanno bisogno nel medio-lungo tempo: volto della campagna per l’annata in corso, è la ricercatrice Paola Storti, ricercatrice al laboratorio di ematologia dell’Università di Parma, che lavora a un progetto Airc sul mieloma multiplo, il tumore aggressivo che colpisce le cellule del sistema immunitario adette alla produzione di anticorpi. Il progetto di Storti, cominciato a gennaio 2021, proseguirà per cinque anni.

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