Denise: accertamenti su 19enne, lei dice ‘non sono io’

(ANSA) – SCALEA, 11 MAG – Ha 19 anni, i capelli rosa, i
tratti italiani e parla con accento meridionale. E’ su questi
elementi che si è poggiata la speranza di risolvere il caso di
Denise Pipitone, la bambina scomparsa quando aveva quattro anni
da Mazara del Vallo, nel 2004. Una speranza durata lo spazio di
poche ore, però. A negare di essere la Denise siciliana è stata
la stessa 19enne, che ha lo stesso nome della piccola
scomparsa. Raggiunta da alcune televisioni ha smentito
categoricamente di essere la bambina scomparsa. “Non sono io Denise” ha detto decisa ai giornalisti. “Non sono io la bambina
– ha aggiunto – mi spiace per la famiglia. Sarebbe stata una
bella notizia se fossi stata io e mi avessero trovato dopo tanto
tempo ma non sono io, non sono io e basta. Ho avuto una vita
abbastanza travagliata ma per fatti miei non perché mi ricollega
alla vita dell’altra ragazza scomparsa. Mio padre è morto, mia
madre invece no ma con lei non parlo da tanto tempo. Sono nata
in Romania, mi dispiace ma non sono io”. La ragazza si è anche
detta disponibile al test del Dna se “serve per potere
confermare ulteriormente che non sono la ragazza che cercano”.
    A fornire ai carabinieri di Scalea la descrizione della 19enne
per la sua somiglianza a Denise, è stata Grazia Bonanno,
parrucchiera di Scalea, che non appena l’ha vista ha subito
pensato alla piccola. La signora ha incontrato la giovane per
poco tempo, nel suo negozio, ma alcune informazioni riferitele e
la piccola cicatrice sulla guancia, simile a a quella di Denise
Pipitone, sono bastati per far sorgere il sospetto. Del fatto è
stato informato anche l’avvocato Giacomo Frazzitta che da anni
assiste la madre di Denise, Piera Maggio. L’avvocato,
ovviamente, non si è sbilanciato, anche perché, si è limitato a
dire, “la Procura con noi non parla, è un muro”.
    Ai carabinieri di Scalea la giovane ha fornito i nomi dei
genitori e altre informazioni utili a ricostruire il proprio
passato. Con gli elementi raccolti, i carabinieri hanno redatto
un’informativa che hanno inviato alla Procura di Marsala. Spetta
ai magistrati siciliani decidere se effettuare una comparazione
del Dna. (ANSA).
   

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