
(ANSA) – LONDRA, 19 MAG – Doppio gesto dai vertici del Regno
Unito nei confronti dell’Irlanda del Nord, alle prese nelle
settimane scorse con un rinnovato clima di tensioni fra comunità
etnico confessionali opposte (unionisti protestanti da una
parte, repubblicani cattolici dall’altra) alimentato in parte
anche dai timori dei contraccolpi del dopo Brexit: da un lato il
premier Tory, Boris Johnson, ha formalizzato alla Camera dei
Comuni le scuse ufficiali presentate una settimana fa per un
eccidio storico commesso presso Belfast 50 anni fa dai militari
di Sua Maestà; dall’altro l’erede al trono Carlo ha completato
con la consorte Camilla una nuova visita di due giorni in Ulster
improntata alla riconciliazione, dopo quella storica di pochi
anni orsono.
Aprendo il tradizionale Question Time del mercoledì al
Parlamento di Westminster, Johnson si è scusato a nome di tutti
i governi britannici succedutisi nel decenni per il massacro di
Ballymurphy: avvenuto nell’agosto 1971 all’inizio della
sanguinosa stagione dei Troubles con la morte di 10 civili della
comunità cattolica (inclusi un prete e una giovane madre di
famiglia) e attribuito dalla giustizia del Regno all’esclusiva
responsabilità delle forze armate solo mezzo secolo dopo. Mentre il principe Carlo e la duchessa di Cornovaglia hanno
dedicato la seconda giornata di una visita in Irlanda del Nord
all’inaugurazione di un nuovo mercato e a incontri con tutte le
comunità, inclusi ragazzi e bambini in età scolastica e non
senza soffermarsi a chiacchierare per strada. Non è mancato un
siparietto quando una bimba, Cathy McAllister, ha chiesto al
principe di Galles “quanti televisori” avesse la regina
Elisabetta nella sua residenza. “Uno credo”, ha sorriso Carlo, “più uno o due altrove, forse”. (ANSA).
