
(ANSA) – ANCONA, 31 MAG – Nel marzo scorso era diventata
un simbolo dell’impegno dei sanitari nella lotta anti-Covid, la
foto del neonato ricoverato all’ospedale materno infantile
Salesi di Ancona con l’infermiera accanto sdraiata sul letto,
bardata con la tuta anti-contagio, che lo accarezzava,
tenendogli il ciuccio. A distanza di circa due mesi – il bimbo,
che ora ha 9 mesi e mezzo, era stato una settimana in ‘isolamento’ – l’abbraccio tra l’infermiera della Rianimazione
Pediatrica, Katia Sandroni, ritratta in quella foto, e Roberta,
mamma del neonato le cui condizioni erano progressivamente
migliorate grazie anche a un intervento chirurgico. L’occasione
è stata la cerimonia con la quale gli Ospedali Riuniti hanno
voluto apporre una targa commemorativa nel vecchio ingresso
della struttura, come “luogo dell’evocazione e della memoria del
periodo Covid-19”, con un ingrandimento della foto e la scritta: “Ospedale Salesi marzo 2021, ‘il Covid 19 non ferma la tenerezza
delle cure'”.
Presenti il piccolo, i genitori Roberta ed Enrico, i vertici
degli Ospedali Riuniti e i primari di Rianimazione Pediatrica e
Clinica di Ostetricia e Ginecologia. Durante la cerimonia,
l’abbraccio tra la mamma del piccino e l’infermiera, le lacrime.
“Il grande incubo è finito. – ha detto commossa Roberta – Appena
l’ho vista mi è venuto di abbracciarla per quello che ha fatto”.
“Ho visto la foto, ho rivisto anche Matteo e ho conosciuto i
suoi genitori, una grande emozione – ha fatto eco Katia – Le ‘coccole’? E’ il nostro lavoro lo facciamo tutti i giorni. Non
c’era differenza, un bambino come gli altri, mi sono sentita di
coccolarlo un po’”. (ANSA).
