
(ANSA) – BANGKOK, 01 GIU – Per milioni di studenti e
insegnanti birmani, oggi sarebbe dovuto essere il primo giorno
del nuovo anno scolastico. Ma scuole e università sono rimaste
oggi in gran parte vuote in tutta la Birmania, a causa di un
boicottaggio dei docenti e degli allievi in protesta contro la
presa di potere dei militari esattamente quattro mesi fa.
Il movimento di boicottaggio ha preso piede gradualmente sui
social media nelle ultime settimane, con le classi ancora
sospese dallo scorso agosto per contrastare l’epidemia di
coronavirus. Ma in tutto il Paese, in maggio 150mila insegnanti
scolastici e professori universitari sono stati sospesi per aver
espresso dissenso contro l’esercito, che il 1 febbraio ha
deposto il governo di Aung San Suu Kyi, arrestando il premio
Nobel per la Pace e reprimendo con la forza le diffuse proteste
in tutto il Paese, causando oltre 800 morti e arrestando quasi
5mila oppositori.
Gli appelli della giunta a cooperare e assicurare che gli
studenti possano frequentare le lezioni sono caduti largamente
nel vuoto, aggiungendo così il sistema dell’istruzione a uno
sciopero generale che da mesi vede coinvolte diverse categorie
professionali, con gravi conseguenze per l’economia.
Con un intero anno scolastico cancellato per l’emergenza
Covid, l’Unicef e altre organizzazioni per la tutela dei minori
hanno espresso preoccupazione per le devastanti conseguenze che
la mancanza di scuola potrebbe causare nel Paese nello sviluppo
di bambini e ragazzi. (ANSA).
