
(ANSA) – GENOVA, 03 GIU – In una riunione riservata del
novembre 2010 fu l’allora amministratore delegato di Autostrade,
Giovanni Castellucci, a ribadire che l’unica via per mettere in
sicurezza il Ponte Morandi sarebbe stata l’accelerazione del
restyling ai tiranti del pilone numero 9, quello poi collassato.
L’intervento venne rinviato di anno in anno e, quando fu deciso
di agire, il crollo (14 agosto 2018, 43 morti) anticipò
l’intervento. Tra i documenti che maggiormente inguaiano l’ex
numero uno Aspi c’è il resoconto di una riunione ristretta
scoperta dalla Finanza esaminando decine di computer. Lo
riportano alcuni quotidiani (ANSA).
