
(ANSA) – FIRENZE, 09 GIU – Caporalato, bancarotta fraudolenta
e frode fiscale i reati contestati in un’inchiesta di procura e
guardia di finanza di Firenze che ha portato a eseguire quattro
misure cautelari e sequestri di beni per mezzo milione di euro.
L’operazione, denominata Panamera, trae impulso da un’ordinanza
applicativa di misure cautelari nei confronti di quattro
soggetti, emessa dal gip e relativa a un contesto in cui sono
state rilevate accuse di sfruttamento illecito dei lavoratori,
bancarotta fraudolenta, frode fiscale, sottrazione fraudolenta
al pagamento delle imposte. I lavoratori stranieri, tra cui
cinesi, pakistani e bengalesi, venivano trasportati in capannoni
a Campi Bisenzio (Firenze) e tenuti a lavorare su turni di 14
ore al giorno, con una retribuzione media di poco superiore ai 3
euro l’ora, senza riposo, e consumando sul posto pasti di
fortuna preparati con cucine alimentate da bombole a gas. La
procura di Firenze e la GdF lo hanno scoperto con indagini su
una coppia di imprenditori cinesi nella lavorazione del pellame
e nella produzione di borse, finiti agli arresti in carcere e
nei cui confronti è stato disposto un sequestro per equivalente
di beni per 522.883. Sottoposti a divieto di dimora altri due
cinesi, familiari degli arrestati. I due imprenditori affidavano
le lavorazioni a ditte di breve durata operativa e a loro
riconducibili, le cui ‘casse’ venivano di volta in volta
svuotate per non pagare i debiti con l’Erario (imposte), e
sostituite da altre operanti negli stessi luoghi con stessi
macchinari e forza lavoro. Sempre in base agli accertamenti, la
società di capitali e le ditte individuali seguitesi nel tempo,
tra il 2013 e il 2019 avrebbero maturato circa 589.000 euro di
debiti erariali iscritti ed evaso imposte per 522.883 euro.
(ANSA).
