Tutto quello che la Cina vieta di fare agli influencer

WeChat e Douyin, due delle app più diffuse in Cina, vietano agli influencer locali di mettere in mostra la propria ricchezza sui social network. Censura o regole necessarie?

Fare l’influencer in Cina non è facile. Nel paese asiatico alcune delle tipiche attività da star del web sono vietate dalle stesse piattaforme che ospitano gli utenti. Di recente, l’app Douyin – ovvero il nome con cui TikTok è conosciuta in Cina – ha vietato l’ostentazione di soldi e automobili lussuose sui profili degli iscritti. E WeChat, applicazione onnipresente negli smartphone dei cittadini cinesi, si è spinta ancora oltre, andando a vietare espressamente i comportamenti volgari e considerabili come diseducativi. Atti di censura secondo alcuni, provvedimenti necessari secondo altri commentatori stufi di osservare sempre gli stessi contenuti sul web. L’utilizzo dei social network in Cina sta diventando sempre più diverso rispetto all’Occidente.

Gli account sospesi su DouYin

La giovane Zhang Manru si era guadagnata centinaia di migliaia di follower su Douyin con video in cui metteva spesso in mostra la sua ricchezza. Nata in una famiglia povera, ha creato un’azienda di cosmetici che l’ha fatta diventare benestante. Sul suo account personale e su quello ufficiale della ditta comparivano spesso foto e filmati della donna in hotel di lusso oppure con indosso abiti e accessori costosi. Dopo il repulisti annunciato da ByteDance (proprietaria di Douyin/TikTok), dall’account di Zhang sono scomparsi i post in cui faceva sfoggio dei propri averi. Per altri influencer il prezzo da pagare è stato ancora più alto: sono stati più di 4000 gli account sospesi negli ultimi mesi per aver messo in mostra deliberatamente la loro ricchezza. La piattaforma ha comunicato di aver deciso di eliminare i contenuti che “inquinano la comunità” e “mettono in pericolo il benessere fisico e mentale dei giovani”, compresi i post che promuovono il culto del denaro, prendono in giro i poveri, ostentano in modo inappropriato lo status sociale, mostrano grandi mazzette di contanti o coinvolgono minori con beni di lusso.

I divieti imposti da WeChat

Dato che le aziende cinesi mantengono uno stretto legame con il governo, è probabile che le nuove regole imposte dai social network locali siano state concordate insieme alle istituzioni politiche di Pechino. Tencent, proprietaria dell’app WeChat, ha pubblicato un elenco delle violazioni più comuni sulla sua piattaforma che d’ora in avanti saranno vietate sugli account e sui canali in livestreaming che iniziano a diventare popolari. Sono vietati i contenuti volgari: ciò include qualsiasi azione con provocazione sessuale come “leccarsi le labbra in maniera seducente” e focalizzare la fotocamera su parti “sensibili” del corpo. Anche sculacciare qualcuno è vietato, così come mettersi le dita nel naso o posizionare della biancheria intima sulla testa. Le donne non possono trasmettere in bikini oppure avvolte in lenzuola o asciugamani da bagno. Il trend dello streaming dalla vasca da bagno che è diventato di moda di recente negli Stati Uniti tramite la piattaforma Twitch è proibito sui siti cinesi più utilizzati. L’influencer Cai Loli si dedica ora prevalentemente al cosplay e alla moda, dopo che i filmati in cui metteva in mostra contanti e gioielli sono stati giudicati di cattivo gusto. Perfino alcuni video motivazionali in cui si osserva l’ascesa di una persona dalla povertà alla ricchezza o il ritorno nel villaggio d’origine con regali e soldi per parenti e amici sono entrati a far parte dei divieti sul web cinese.

L’obiettivo presunto delle nuove regole è quello di promuovere degli acquisti razionali e uno stile di vita civile, nonché costruire una comunità più sana su DouYin, secondo quanto comunicato della stessa azienda. Un portavoce della piattaforma ha detto ai media locali che ostentare la ricchezza inquina l’atmosfera sociale ed è particolarmente dannoso per il benessere mentale e fisico dei minori. Le reazioni degli internauti cinesi sono state per la maggior parte favorevoli ai ban, ma non sono mancate voci contrarie. Un account da 172mila follower ha commentato che la società ByteDance farebbe meglio a bloccare i profili con valori distorti piuttosto che prendere di mira i ricchi. Un altro ha fatto notare che poiché le piattaforme di social media hanno centinaia di milioni di utenti c’è un pubblico per qualsiasi tipo di contenuto. Ma le limitazioni sono già in atto e ora gli utenti cinesi dovranno seguire nuove regole prima di postare sui social: per gli influencer in Cina mettersi in mostra diventa più difficile.

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