Una collezione di eco-design e una limited edition delle lattine raccontano la visione dell’azienda che allunga così il ciclo di vita di una delle materie prime delle loro iconiche bibite, con un approccio innovativo e al passo con le sensibilità del tempo

Spesso le rivoluzioni più incisive partono dal basso e riscrivono i nostri approcci alle cose. E in basso rispetto alle catena produttiva delle Bibite Sanpellegrino ci sono anche i materiali organici fino ad ora mai esaltati: le bucce d’arance. Proprio da quelli però parte la Sanpellegrino Sicily’s (R)evolution, promossa dallo storico marchio del beverage conosciuto nel mondo per la nota acqua ma anche per le bibite, fra cui l’aranciata, un grande classico che ha fatto da apripista ad altri prodotti.
Poco è cambiato, in termini produttivi, dal 1932 e dal 1949, anno di lancio dei prodotti aranciata e aranciata amara: ancora oggi infatti entrambe le bevande agrumate vengono realizzate con materia prima esclusivamente italiana, parte della quale proveniente dalla Sicilia. Nel frattempo però è cambiato il mondo e la rivoluzione più potente è quella in corso che va sotto il nome di economia circolare. Dai materiali organici non utilizzati, grazie a un forte approccio tecnologico e innovativo, possono nascere molte cose, compresi materiali funzionali alla creazione di prodotti di ecodesign che il consumatore riconosce come belli, sostenibili, portatori di riflessioni e curiosità più ampie. Anche la Sanpellgrino Sicily’s (R)evolution inizia dalle bucce d’arancia di Sicilia, derivanti dalla produzione di parte delle inimitabili bibite Sanpellegrino.
Coinvolgendo tre attori diversi ma decisamente complementari, Sanpellegrino ha deciso di lanciare una design collection che rimette in circolo, sotto forma di oggetti (lampade da tavolo, glacette, vassoi), le bucce delle arance, che vengono ripensate ma senza perdere la loro netta riconoscibilità. I fornitori dell’azienda, i siciliani Fratelli Branca hanno contribuito alla raccolta delle bucce, il cui ciclo di vita si allunga e cambia. A convertirle in biopolimeri, l’azienda innovativa milanese Krill Design: la mission della startup è proprio quella di valorizzare i materiali organici della filiera alimentare per sviluppare biomateriali da riutilizzare per la creazione di prodotti di ecodesign, aiutando le aziende a essere più sostenibili e virtuose nei cicli di smaltimento.
Le bucce d’arance, quindi, partite dalla Sicilia e transitate già attraverso una prima trasformazione industriale, approdano come biopolimeri alla dimensione della manifattura digitale, con tutti i vantaggi 4.0 della stampa 3D.
L’ultimo processo della Sicily’s (R)evolution a base di materiali bio-based rimette però al centro la visione creativa di Seletti, il marchio italiano del design che non teme le rivoluzioni e le contaminazioni: lo dimostrano i tanti prodotti che richiamano la pop culture, svariati trend visuali e concettuali, e le numerose partnership con aziende, brand e artisti che hanno rivoluzionato i rispettivi settori.

La Sicily’s (R)evolution con il supporto di Seletti non si ferma alla collezione di design ma si manifesta anche con la rilettura grafica in chiave pop, in edizione limitata, di tre lattine da collezione, che riscrivono la visual identity di aranciata amara, aranciata e Chinò.
Anche sulle lattine i frutti alla base delle bibite sono protagonisti: diventano materassini, mongolfiere, paracaduti e anche in questo caso, seppur solo graficamente, diventano altro.
La Sanpellegrino Sicily’s (R)evolution è pronta ad arrivare ai consumatori delle bibite, agli appassionati di designer e ai maker, per ispirarli e suggerire che i grandi cambiamenti richiedono innovazione, creatività e capacità di trasformare cose già ottime, spesso eccellenze dei territori. Non men rilevante, nella rivoluzione di Bibite Sanpellegrino, anche la capacità di dialogare con attori diversi, dalla startup al brand di design nato in Italia durante il boom: le rivoluzioni si fanno sempre insieme.
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