
(ANSA) – ROMA, 15 LUG – La situazione in Birmania preoccupa
l’Onu che fa appello alla comunità internazionale perché
intervenga con aiuti umanitari ”d’urgenza” o il Paese ”rischia di diventare un super-propagatore del Covid-19″,
colpendo un gran numero di persone sia all’interno sia
all’esterno dei suoi confini.
L’aumento dei casi di Covid, un sistema sanitario al collasso
e una profonda sfiducia della popolazione nella giunta militare
al governo, rischiano di far crescere il numero dei morti, ha
avvertito l’esperto delle Nazioni Unite sulla situazione dei
diritti umani nel Paese, Tom Andrews, sottolineando che la
giunta “manca delle risorse, della capacità e della legittimità”
per controllare questa crisi.
Nel Paese la capacità di vaccinazione e di testare il
diffondersi del virus è molto limitata. Serve dunque una
coalizione di emergenza che fornisca assistenza umanitaria al
Paese, che deve far fronte a gravi carenze di forniture mediche
e ossigeno.
Secondo il rappresentante Onu serve un organismo
politicamente neutrale per coordinare una risposta al
coronavirus che includa un programma di vaccinazione cui la
popolazione aderisca. E’ necessario farlo, ha aggiunto
l’esperto, prima che il Paese diventi un super vettore di
diffusione del virus.
Secondo il relatore speciale è inoltre preoccupante la
situazione della popolazione carceraria, che include ”migliaia
di prigionieri politici detenuti arbitrariamente dopo il colpo
di Stato”.
”I reclusi, tra cui quasi 6 mila persone arbitrariamente
detenute da quando la giunta militare ha preso il potere nel
febbraio scorso, potrebbero vedere la loro detenzione diventare
una condanna a morte”, ha avvertito Andrews. Anche per questo,
ha concluso, ”non c’è tempo da perdere”. (ANSA).
