mascherine
(Credits: Vera Davidova on Unsplash)

A fine giugno le polemiche sull’uso delle mascherine in generale e per i bambini in particolare si sono riaccese, dopo la pubblicazione sulla rivista scientifica Jama Pediatrics di un articolo che sembrava mettere in evidenza alcuni effetti negativi  delle mascherine sulla salute: troppo alti i livelli di anidride carbonica (CO2) trattenuta dal dispositivo e dunque rischio di ipercapnia (l’aumento nel sangue della concentrazione di anidride carbonica) per i più piccoli. Ebbene, la rivista ha ritirato l’articolo per via di ”errori metodologici e incertezza sulla validità dei risultati, delle conclusioni e delle potenziali implicazioni per la salute pubblica”.

Problemi di metodo

Fin dalla sua pubblicazione sulla rivista Jama Pediatrics del 30 giugno scorso, l’articolo ha fatto discutere e diversi esponenti della comunità scientifica avevano sollevato forti critiche nei confronti del metodo utilizzato per la ricerca.

I ricercatori hanno misurato con sensori non invasivi la quantità di anidride carbonica che ristagna e può essere re-inalata dai bambini mentre indossano le mascherine (chirurgiche e Ffp2). A detta degli autori dello studio, i dati raccolti indicano livelli di CO2 inaccettabili: tra 13.120 e 13.910 parti per milione (ppm) rispetto al limite di 2mila ppm stabilito dall’Ufficio federale dell’ambiente tedesco per gli ambienti chiusi.


Mascherine chirurgiche, di stoffa, Ffp: la loro efficacia dipende da noi


Rispetto alla metodologia utilizzata dagli autori dello studio per la raccolta dei dati sono arrivate alcune critiche, poi accolte dall’editore della rivista che ha ritirato l’articolo. Per prima cosa le condizioni dell’ambiente che si creano tra viso e mascherina non sono paragonabili a un ambiente chiuso (la mascherina trattiene la CO2 per un breve lasso di tempo). Inoltre le sonde utilizzate per le misurazioni non “tengono il ritmo” del respiro (si saturano e non danno riscontri affidabili). Infine, il riferimento più appropriato da utilizzare come termine di paragone è quello stabilito sempre dalla stessa autorità tedesca ma relativo ai lavoratori che indossano mascherine per otto ore: il limite di CO2 da non superare è 5mila ppm, ma se la mascherina è indossata per meno tempo la soglia è di 4mila ppm (la metà del valore che servirebbe per manifestare qualche effetto fisico). E a detta degli stessi autori i bambini a scuola indossano la mascherina mediamente per 4,5 ore.

Dove sono le prove?

Gli autori dello studio, inoltre, sostengono che simili quantità di anidride carbonica espongano i bambini al rischio di ipercapnia: i livelli troppo elevati di CO2 nell’organismo comporterebbero aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, spasmi muscolari, mal di testa, stato confusionale, dispnea, letargia e disorientamento, fino alla perdita di coscienza.

Questa affermazione non è supportata da reali prove. I ricercatori non hanno né effettuato analisi dirette su campioni di sangue per verificare i livelli di CO2 nell’organismo né valutato con strumenti validati lo stato di salute dei giovani volontari dello studio.

Il collegamento che fanno tra i livelli di anidride carbonica da loro misurati (in modo discutibile) e l’insorgenza di ipercapnia è solo inferito, e parlando di effetti negativi sull’organismo si rifà tutt’al più a una revisione sistematica sull’ipercapnia pubblicata in precedenza e non priva di bias, visto che gli autori hanno escluso la maggior parte delle pubblicazioni.

Autori recidivi

Nota a margine, che però assume particolare significato visto come sono andate le cose. Il principale autore dell’articolo ora ritirato sulla pericolosità delle mascherine nei bambini è Harald Walach, psicologo clinico e docente di mindfulness, che il 24 giugno aveva pubblicato sulla rivista predatoria Vaccines un articolo a sostegno della pericolosità dei vaccini per Covid-19. Neanche a dirlo, anche questo lavoro è stato ritirato dopo solo una settimana perché troppo falso, anche per una rivista così discutibile. Due retraction in meno di un mese. Good job!

Via: Wired.it

(Credits: Vera Davidova on Unsplash)

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