
(ANSA) – PECHINO, 09 AGO – Alibaba torna nella bufera, questa
volta non per motivi antitrust o per la stretta Internet decisa
da Pechino, ma per un caso di violenza sessuale. Il colosso
dell’e-commerce fondato da Jack Ma ha licenziato il manager
accusato di aver abusato di una dipendente, spingendo il Ceo
Daniel Zhang a intervenire e a chiedere, a tutela della
reputazione della società, un “cambiamento radicale” dopo
l’incidente definito “vergognoso”.
La vicenda è emersa durante il fine settimana, quando
un’impiegata ha scritto un post sull’intranet di Alibaba
accusando il suo supervisore Wang Chengwen e un cliente
dell’azienda di aggressione sessuale: le accuse sono diventate
virali quando il post è stato successivamente condiviso su
Weibo, la piattaforma di social media cinese simile a Twitter.
La donna ha sostenuto che Wang l’abbia costretta a bere in una
cena di lavoro a Jinan a fine luglio, aggiungendo di essersi
svegliata la mattina nuda nel suo letto nella sua stanza
d’albergo. Ha raccontato di ricordare vagamente Wang che la
baciava e la toccava la sera prima.
Il manager ha ammesso gli “atti intimi” con una dipendente
ubriaca, secondo una lettera inviata ai dipendenti dal numero
uno di Alibaba, Daniel Zhang, che ha assicurato che il manager
licenziato “non sarà mai più riassunto. Se ha commesso stupro o
atti osceni che violano la legge sarà determinato dalle forze
dell’ordine”, ha scritto nella missiva.
La vicenda va ad alimentare il movimento MeToo in Cina, dove
non è decollato come negli Stati Uniti e in altre parti del
mondo, ma ha iniziato a prendere piede più di recente dopo che
la pop star sino-canadese Kris Wu, negando le accuse, è stata
accusata di stupro ed è finita in stato di detenzione a Pechino
su disposizione della polizia. (ANSA).
