
(ANSA) – ROMA, 11 AGO – I migranti che tentano di
attraversare l’Europa occidentale attraverso la cosiddetta rotta
balcanica devono affrontare i rischi di annegamento, abuso,
sfruttamento e violenza di genere ma anche il pericolo di
saltare sulle mine di cui è disseminata la Bosnia Erzegovina. E’
l’allarme lanciato dall’Organizzazione internazionale per le
migrazioni (OIM).
“Pochissimi migranti sanno che qui il terremo è disseminato
dalle mine e anche se informati su questo pericolo non sanno
dove cercare”, ha dichiarato Rajko Živak, uno degli istruttori
che lavora con l’OIM per sensibilizzare sul problema i migranti
che attraversano aree remote e abbandonate del Paese. Per questo
l’organizzazione ha recentemente concluso una serie di sessioni
di formazione nei centri di accoglienza temporanea, che ospitano
nel Paese balcanico circa 3.400 migranti provenienti da
Pakistan, Bangladesh, Siria, Afghanistan, Iran, Iraq, Africa
sub-sahariana e Nord Africa. Ma è noto che altrettanti migranti
restano fuori dei centri ufficiali e dunque è impossibile
informarli del pericolo che corrono.
“Ai migranti accolti nei campi abbiamo mostrato come sono le
mine, quanto possono essere ben nascoste e subdole – ha aggiunto
il rappresentante dell’Oim – e abbiamo spiegato loro che le mine
sono un pericolo permanente, anche anni dopo che sono state
posate nel terreno”.
Il Centro d’azione contro le mine della Bosnia-Erzegovina
stima che oltre 180.000 mine inesplose siano state lasciate nel
terreno dalle guerre degli anni ’90. (ANSA).
