
La Corea del Nord sembra aver riavviato a luglio il reattore di Yongbyon usato per il riprocessamento e la produzione di plutonio in uno sviluppo “profondamente preoccupante”. L’Aiea, l’agenzia di vigilanza nucleare dell’Onu, ha citato anche il rilascio dell’acqua di raffreddamento come ulteriore elemento di prova in base all’esame delle immagini satellitari.
Il rapporto annuale, presentato venerdì al consiglio dei governatori dell’Agenzia, è comprensivo dei nuovi sviluppi del reattore da 5 megawatt, da cui il Nord ha trattato in passato le barre di combustibile esaurito per estrarre il plutonio alla base delle armi nucleari.
Il rapporto, che oltre alle immagini satellitari tiene conto di altre fonti, maturato mentre Seul e Washington stanno spingendo per riprendere il dialogo con il Nord, dopo la reazione rabbiosa alle loro esercitazioni militari annuali congiunte. “Dall’inizio di luglio 2021, ci sono state indicazioni, incluso lo scarico dell’acqua di raffreddamento, coerenti con il funzionamento del reattore”, si legge nel rapporto, secondo cui non ci sono state indicazioni di un tale funzionamento per quasi tre anni, dall’inizio di dicembre 2018. La relazione ha notato che l’impianto, che serve il laboratorio radiochimico del complesso di Yongbyon, ha funzionato per circa cinque mesi, da metà febbraio fino a inizio luglio 2021. L’impianto è usato per fornire calore alla struttura di ritrattamento delle barre di combustibile. “La durata del funzionamento dell’impianto e del laboratorio radiochimico nel 2021 è significativamente più lunga di quella osservata in passato durante possibili attività di trattamento o manutenzione dei rifiuti”, si legge ancora. “La continuazione del programma nucleare della Corea del Nord è una chiara violazione delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ed è profondamente deplorevole”. Secondo il ministero della Difesa sudcoreano, Pyongyang non ha risposto alle chiamate quotidiane del Sud tramite la ‘linea rossa’ militare come protesta per le manovre Seul-Washington. Il rappresentante speciale degli Stati Uniti per il Nord, Sung Kim, ha detto la scorsa settimana a Seul che gli Stati Uniti non hanno un intento ostile verso il Nord, rinnovando l’offerta di “incontrare i miei omologhi nordcoreani ovunque, in ogni momento.” Durante i loro colloqui, Kim e il suo omologo sudcoreano, Noh Kyu-duk, hanno discusso di vari settori dell’assistenza umanitaria al Nord, inclisa quella sanitaria, per incoraggiare il ritorno al dialogo. Nel fine settimana, infine, Noh è volato a Washington per colloqui con funzionari del Dipartimento di Stato e del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca.
