
(ANSA) – ROMA, 08 SET – “È solo a parole che i leader europei
esprimono preoccupazione per la sicurezza dei profughi afghani
perché di fatto stanno voltando le spalle a migliaia di persone
in fuga da guerra e violenza”. È la denuncia contenuta nel nuovo
rapporto di Oxfam e Greek Refugees Council diffuso oggi.
“A dimostrarlo le condizioni disumane in cui vivono i
migranti intrappolati nel campo di Mavrovouni a Lesbo,
ribattezzato ‘Moria 2.0’, che per il 63% sono afghani; o la
decisione presa a giugno dal Governo greco di riconoscere la
Turchia come paese sicuro, con l’obiettivo di mandare indietro
gli afghani, oltre che i siriani, i somali, i pakistani e i
bengalesi. Famiglie spesso in fuga da guerre e persecuzioni, che
avrebbero il diritto ad essere accolte in Europa come
rifugiati”, si legge nel rapporto.
“Un anno fa bruciava il campo Moria di Lesbo, quando il
Commissario Ue Ylva Johansson dichiarò “mai più campi come
questo”. Eppure per i rifugiati che stanno a Moria 2, una
struttura temporanea e allestita in tutta fretta, le condizioni
di vita sono tutt’ora indicibili”, ha detto Paolo Pezzati,
policy advisor per le emergenze umanitarie. Allo stesso tempo
nulla è cambiato nell’impostazione dell’Unione europea e dei
leader dei Paesi membri sull’accoglienza di chi è in fuga in
cerca di salvezza come gli afghani, ora al centro
dell’attenzione internazionale, nessun passo concreto è stato
fatto per garantire diritti e dignità. Al contrario, dopo la
prima fase di evacuazione e il grande moto di solidarietà
espresso al popolo afghano, l’unica strategia messa in atto è
bloccare i flussi migratori a monte e lungo la rotta balcanica,
nel tentativo di delegare a paesi terzi il controllo delle
frontiere e di scaricare sui Paesi al confine con l’Afghanistan,
la gestione del possibile esodo che si registrerà nei prossimi
mesi”.
“La decisione del governo greco di bandire gli afghani
dall’Europa è semplicemente immorale – ha aggiunto Vasilis
Papastergiou, esperto legale del Greek Refugees Council. (ANSA).
