La startup di insegnamento delle lingue punta ai listini di Francoforte. Obiettivo primario è 180 milioni, per crescere e valutare acquisizioni

Arne Schepker (Mirella Frangella per Babbel)

Arriverà entro la fine del 2021 la prima quotazione in Borsa di una compagnia di formazione digitale (edtech) europea: Babbel, scaleup dell’apprendimento linguistico a distanza, ha scelto Francoforte per saggiare gli umori del mercato verso l’e-learning. L’obiettivo primario dell’offerta pubblica iniziale (Ipo) è incassare 180 milioni di euro, per potenziare i servizi e aggredire nuovi mercati.

Lo ha spiegato in un’intervista a Wired il co-fondatore e amministratore delegato di Babbel, Arne Schepker. “Il nostro è un settore in forte crescita, vogliamo approfittare del momento per portare l’insegnamento delle lingue in una nuova era. Continueremo a investire per espandere il nostro ecosistema linguistico e faremo scaleup della nostra offerta B2B”, dice.

I numeri dell’azienda

Babbel, fondata da quattro appassionati di musica nel 2007, ha sviluppato un’applicazione per imparare la lingua senza dover avere a che fare con un insegnante dal vivo. Gli utenti, sottoliena Schepker, sono “milioni” e il numero esatto arriverà solo con il prospetto informativo pre-Ipo. Oggi, viene fatto sapere, “l’ecosistema di Babbel” comprende 60mila lezioni digitali e più di 13mila ore di contenuti, disponibili in più esperienze di apprendimento, che consentono lo studio di 15 lingue anche attraverso i Babbel Live e i podcast.  

Nell’ultimo biennio la scaleup ha vissuto una crescita sostenuta: dopo un 2020 definito “eccezionale” con 147 milioni di euro di ricavi, Babbel ha visto aumentare gli incassi del 18% nel primo semestre del 2021 arrivando a 83 milioni di euro a metà anno. “Una crescita veramente forte, se si considera che arriviamo dall’accelerazione del 2020”, sottolinea Schepker.

“Il primo lockdown – racconta il top manager –  per noi ovviamente ha avuto un impatto molto positivo: ha cambiato tutte le nostre vite e ci ha dato tanto tempo libero che per fortuna molti hanno scelto di trascorrere imparando una nuova lingua con Babbel. Nuovi utenti ne sono arrivati sempre molti, ma è significativo notare che in quei mesi chi aveva già un suo account ha raddoppiato le attività sulla piattaforma”. 

E se la pandemia ha messo a dura prova il sistema scolastico in tutto il mondo, per la società dell’insegnamento digitale è stata un’occasione per farsi largo tra gli scettici. “Abbiamo investito molto in un periodo in cui tutti disinvestivano – dice Schepker – e abbiamo aperto gratuitamente la nostra piattaforma agli studenti per permettere ai più giovani di perfezionare le abilità linguistiche. E ora, dopo i mesi trascorsi in didattica a distanza in tutto il mondo, “non dobbiamo spiegare più a nessuno cosa sia l’e-learning. Tutti vogliono essere della partita”, nota l’ad.   

Babbel guarda ad acquisizioni per crescere

Il mercato principale per Babbel sono di gran lunga gli Stati Uniti, dove per la maggiore va lo studio dello spagnolo. Una forza oltre Oceano che rappresenta “un segnale molto forte per tutte le startup europee dell’edtech. Nei mercati non-anglofoni è invece l’inglese la lingua più scelta per le lezioni e l’Italia non fa eccezione. Ma, spiega Schepker, ci sono delle differenze legate ai motivi per cui si sceglie di imparare una lingua straniera e si va dalla curiosità pura alla necessità di perfezionare le proprie abilità per un avanzamento di carriera. 

Oggi l’azienda conta 750 dipendenti nel mondo, con uffici a Berlino e New York. In futuro punta a rafforzare il team, ma spirito e obiettivi “sono sempre quelli iniziali: il nostro è lo stesso lavoro che avevamo in mente nel 2007, solo che adesso lo facciamo meglio”, aggiunge il manager. Con i ricavi dell’Ipo si valuteranno anche nuove possibilità, con Babbel che vorrà essere predatrice. “Guarderemo a possibili acquisizioni per una crescita inorganica (ossia con il ricorso a risorse e capacità esterne all’azienda, ndr), assicura Schepker. Di certo, una parte dei ricavi andranno a supportare progetti sociali orientati alla lingua: l’1% del capitale pre-quotazione sarà destinato a iniziative speciali.

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