20 Ottobre 2021

Francesco Facchinetti ha depositato la querela questa mattina presso la Procura di Roma. L’edizione locale de La Repubblica mette in fila tutto quello che non torna in questa vicenda: dalla discordanza sugli orari fino al mistero delle telecamere nella sala riunioni, che non ci sono per questioni di privacy.

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L’aggressione di Conor McGregor a Francesco Facchinetti è senza discussione la storia della settimana. Una notizia che ha fatto il giro del mondo e che questa mattina “La Repubblica Roma” mette in fila tutto quello che non tornerebbe sul caso. Alla procura di Roma è arrivata questa mattina la denuncia di Francesco Facchinetti: cinque pagine di querela per lesioni dove emerge l’intera ricostruzione da parte del “Capitano Uncino”.

I fatti: discordanza sugli orari

Per prima cosa, i fatti: tutto è accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della saletta privata al piano terra dell’hotel St. Regis di Roma, dove McGregor alloggiava da mercoledì con la moglie Dee Devlin, i tre figli e la madre Margaret. All’interno della querela, scrive La Repubblica Roma, è tutto come quanto già raccontato dallo stesso Facchinetti attraverso i social: “Abbiamo parlato per più di due ore e ci siamo divertiti. Benji e la moglie volevano andare a dormire. Improvvisamente, davanti a 10 testimoni, McGregor mi ha tirato un pugno in bocca, mi ha spaccato il labbro. Mi è uscito il sangue”. Stando al resoconto della polizia, tutto è avvenuto poco dopo la mezzanotte ma Facchinetti ha chiamato i soccorsi tre ore più tardi. Sono le 4.14 quando arriva l’ambulanza al Parco dei Principi, l’intervento si chiude alle 4.41. La richiesta di aggressione viene ritenuta da codice giallo, ma all’arrivo dei sanitari Francesco Facchinetti viene giudicato come un paziente da codice verde.

Il mistero delle telecamere

La polizia è giunta subito sul posto e ha raccolto le testimonianze dei dipendenti, che hanno tutti confermato quanto accaduto. Però il “mistero delle telecamere” fomentato da Facchinetti – “Il mio avvocato ha chiesto il video dell’aggressione al St. Regis. Visto che il tutto è avvenuto non in una camera ma in un sala riunioni, se non ci danno tutti i video forse c’è qualcosa da nascondere, non solo l’aggressione” – non ci sarebbeLe immagini sono state acquisite, ma la sala riunioni – dove è avvenuta l’aggressione – è l’unica a non avere telecamere perché spesso ospita riunioni private dei capi di Stato.

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