Sebbene il Molise non conti tra i suoi abitanti dei fenomeni veri e propri di uno sport rilevante come il calcio, ce n’è uno le cui origini molisane sono state portate in giro per il mondo con orgoglio. Parliamo di Giuseppe Rossi, un ragazzo nato nel 1987 nel New Jersey da papà Fernando e mamma Cleonilde, la cui famiglia veniva da Acquaviva di Isernia. Da sempre cresciuto con il Molise nel cuore nonostante una distanza siderale, il ragazzo italo – statunitense ha avuto nel sangue anche la passione del calcio, lo sport senza dubbio più praticato in tutta Italia. Cresciuto fino ai 12 anni negli Stati Uniti, dove era uno dei pochi ragazzi a giocare a pallone preferendo così il calcio al basket o al baseball, il piccolo Giuseppe ebbe poi l’opportunità di tornare in Italia insieme al padre per entrare subito nelle giovanili del Parma, squadra con la quale avrebbe poi giocato in Serie A a partire dal gennaio del 2007 per cinque mesi.
Prima di tornare in Emilia a stupire tutti per le sue eccellenti qualità calcistiche, Rossi visse una crescita adolescenziale proprio nella città ducale, nel cui settore giovanile si formò fino al 2004, quando lo notò un certo Alex Ferguson. Lo scozzese, che all’epoca con il Manchester United vinceva praticamente uno o due titoli a stagione, ne aveva adocchiato il talento. I Red Devils sono sempre stati una delle squadre più solide del campionato inglese e quest’anno sono tra le grandi favorite a vincere la Premier League come confermano anche le quote di https://www.planetwin365.it/. Ed è per questo che, una volta arrivato a Manchester, Rossi fu subito contagiato dall’enorme competitività del club inglese, nel cui settore giovanile militò fino al 2006, facendo anche cinque apparizioni in prima squadra e segnando un goal. Tuttavia, l’elevata concorrenza di una squadra nella quale spiccava già un certo Cristiano Ronaldo lo obbligò a cercare delle opzioni diverse. Prima passò al Newcastle, dove realizzò una buona stagione e mezza, mentre poi arrivò la svolta proprio al Parma, che ancora portava nel cuore. Arrivato nel gennaio del 2007 all’Ennio Tardini, agli ordini di una vecchia volpe come Claudio Ranieri Rossi realizzò la sua miglior stagione di sempre fino a quel momento segnando nove reti in 19 partite e riuscendo così a salvare i ducali.
In seguito la sua carriera avrebbe avuto lo scossone decisivo: fu il suo passaggio al Villarreal a smuovere tutto e a farlo rendere al massimo, permettendogli anche di riuscire ad arrivare in nazionale italiana. Con gli spagnoli Rossi, nel frattempo ribattezzato Pepito, visse la sua miglior epoca, diventando tra l’altro il massimo goleador del Sottomarino Giallo nelle competizioni europee con ben 21 reti messe a segno. Poi, purtroppo, un grave infortunio al ginocchio lo costrinse a perdersi Euro 2012 con la maglia azzurra e varie ricadute gli rovinarono la carriera. Una carriera dal potenziale enorme che, nonostante alcuni spezzoni positivi come quello alla Fiorentina, non riuscì più a fiorire come meritava il grande talento di un molisano nato negli Stati Uniti.
