AGI – In Italia l’86% della popolazione over 12 è vaccinata, posizionando il nostro paese sopra la media europea. L’obiettivo è il raggiungimento del 90%, come ha confermato il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid.

Tuttavia il Covid-19 non è sconfitto e preoccupa il dato dei 7,5 milioni di italiani over 12, tra i quali circa 2,7 milioni di over 50 che ancora non si sono sottoposti al vaccino. Il green pass obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro, fino ad ora non sembra aver spinto in modo significativo a vaccinarsi gli appartenenti al variegato fronte dei #NoVax e le persone più impaurite da eventuali effetti collaterali del siero.

Nel frattempo, però, si parla sempre di più di #terzadose.

Dal 27 settembre è stata approvata la terza dose cosiddetta “booster” per le persone con più di 80 anni che abbiano fatto la seconda da almeno sei mesi, oltre agli ospiti e operatori delle residenze sanitaria assistenziale (Rsa). Ma ora la discussione si concentra sull’opportunità di estendere la terza dose di vaccino al resto della popolazione, dopo che è arrivata l’approvazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla somministrazione della terza dose del siero Spikevax (Moderna) alle persone maggiorenni. L’opportunità di una dose di richiamo “booster” con il vaccino Spikevax dovrebbe essere prioritaria per gli immunodepressi, trapiantati, iperfragili, over-80, residenti delle Rsa e personale sanitario”, conferma una nota dell’Agenzia, come già stabilito anche per la dose booster di Pfizer.

Con gli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6* abbiamo analizzato le conversazioni sul web sui principali focus tematici, ora che si discute dell’opportunità di proseguire con una vaccinazione di massa non limitata solo alle categorie delle persone fragili e anziane.

In questa fase le conversazioni su #Terzadose e #GreenPass non si sovrappongono, la discussione sulla prosecuzione della vaccinazione si sgancia dagli aspetti politici inerenti la gestione del Covid-19 e le estensioni delle libertà personali. In questo caso il focus delle conversazioni torna a stringersi sugli aspetti sanitari ed eventuali effetti avversi del “boost”.

Analizzando le associazioni più frequenti rilevabili nelle conversazioni, tra i medici più citati troviamo Ilaria Capua che si è già sottoposta alla terza stimolazione immunitaria, confermando che “si sente”, riferendosi ad alcuni effetti collaterali comuni e frequenti causati dalle vaccinazioni. Altri sostengono, con preoccupazione, che la malattia, diventando endemica, renderà necessaria una quarta vaccinazione, da ripetersi periodicamente come nel caso dell’influenza stagionale.

Tra coloro che si dichiarano apertamente contrari alla terza dose, la spinta alla vaccinazione viene associata alla #dittatura sanitaria, al #greenpass inteso come strumento di restrizioni delle libertà personali, e alla sperimentazione vaccinale in assenza di dati sufficienti per assicurare la sicurezza delle persone. Mentre chi si dichiara favorevole alla #Terzadose si affida con fiducia alla scienza, senza paura.

E’ la fotografia di una situazione polarizzata, dove l’analisi delle emozioni ricavabili all’interno dei contenuti pubblicati, evidenzia livelli di disapprovazione e paura superiori a quelli di ammirazione e gioia.

Tra i virologi e personalità coinvolte direttamente nella gestione della pandemia, sui social i più menzionati sono il sottosegretario alla salute, Pierpaolo Sileri, Andrea Crisanti direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova – che in queste ore ha lanciato un altro allarme dicendo che il vaccino Johnson & Johnson dopo 2 mesi non protegge quasi più -, e Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Da notare che tra le regioni nelle quali si parla di più di terza dose troviamo la Lombardia, una delle più duramente colpite dal virus, a conferma di quanto la pandemia abbia lasciato un segno profondo, e una sensibilità particolarmente spiccata e duratura.        

* Analisti: Gaetano Masi, Marco Mazza, Giuseppe Lo Forte, Pietro La Torre; Design: Cristina, Addonizio. Giornalista, content editor: Massimo Fellini

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