
(ANSA) – LONDRA, 04 NOV – Polemiche non solo sulla presidente
della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ma anche sul
primo ministro britannico, Boris Johnson, sul presunto abuso di
un mezzo inquinante come l’aereo per missioni e viaggi vari, a
dispetto degli impegni proclamati giusto in questi giorni
dinanzi al mondo alla conferenza Onu contro i cambiamenti
climatici CoP26 in corso a Glasgow.
Se von der Leyen è stata presa di mira dal Daily Telegraph,
giornale filo-conservatore londinese il quale ha rivelato il
ricorso continuo della numero uno dell’esecutivo comunitario di
Bruxelles a jet privati, anche per spostamenti di poche decine
di chilometri, Johnson è finito sotto tiro da parte del Daily
Mirror: tabloid filo-laburista, secondo cui il premier Tory
sarebbe rientrato a Londra martedì sera proprio da Glasgow, in
fretta e furia, anche lui a bordo di un volo privato; e lo
avrebbe fatto per partecipare a una cena non istituzionale dove
era stato invitato presso un club di ex colleghi giornalisti.
Una scelta che il ministro per le Attività Produttive
britannico, Kwasi Kwarteng, presente oggi alla CoP26 per
discutere di decarbonizzazione, ha difeso al pari di quanto
aveva già fatto nei giorni scorsi Downing Street in risposta a
precedenti polemiche analoghe sui voli di BoJo: sottolineando
come la Scozia sia piuttosto lontana e come il primo ministro,
dati i suoi molti impegni, debba spostarsi come regola il più
rapidamente possibile. Kwarteng ha quindi assicurato che questo
non cambia di una virgola la serietà gli impegni del governo
verso l’obiettivo dell’emissioni zero, dimostrata dal “successo”
di tutta una serie di passaggi intermedi già attuati nel Regno
Unito. L’opposizione laburista ha viceversa tacciato Johnson di “ipocrisia”. (ANSA).
