
(ANSAmed) – BELGRADO, 10 NOV – Il presidente serbo Aleksandar
Vucic ha duramente criticato la decisione di una ong bosniaca
con sede in Canada di denunciare penalmente un giornalista serbo
di Tanjug Tv per negazione del genocidio di Srebrenica. Citato
dai media, Vucic ha parlato di una cosa “orribile” che mai
potrebbe accadere in Serbia.
Ieri, nel corso di una intervista a Sarajevo con Zeljko
Komsic, membro croato della presidenza tripartita bosniaca e
presidente di turno di tale organo collegiale, il giornalista
Marko Ivas si era rifiutato di ammettere che a Srebrenica nel
luglio 1995 fu compiuto un genocidio ad opera delle truppe
serbo-bosniache al comando del generale Ratko Mladic. Al termine
di un lungo botta e risposta, con Komsic a insistere sul
genocidio commesso dai serbi, come confermato dalla giustizia
internazionale, e il giornalista a sostenere invece che a
Srebrenica si trattò di un crimine orrendo ma non di genocidio
(che è la posizione ufficiale della dirigenza di Belgrado),
Komsic, visibilmente contrariato, ha bruscamente interrotto
l’intervista, si è alzato dal tavolo e se n’è andato.
In Bosnia-Erzegovina, in base a una legge imposta nel luglio
scorso dall’allora Alto rappresentante internazionale Valentin
Inzko, vige il divieto di negare il genocidio di Srebrenica e di
esaltare i criminali di guerra.
E’ inconcepibile, ha detto oggi Vucic, presentare una
denuncia penale contro un giornalista solo per aver detto di non
essere d’accordo su un certo argomento. (ANSAmed).
