
(ANSAMed) – BEIRUT, 16 NOV – Dopo 74 anni la carica di
Gran Mufti di Siria, la massima autorità religiosa dell’Islam
sunnita, viene abolita in Siria con un decreto firmato dal
presidente Bashar al Assad e promulgato nelle ultime ore.
Lo riferisce l’agenzia governativa siriana Sana, secondo cui
le funzioni del Gran Mufti, da 16 anni ricoperta dallo shaykh
Ahmad Badr Hassun di Aleppo, sono ora affidate al ministero
degli affari religiosi tramite un neonato consiglio di
giurisprudenza islamica creato ad hoc.
Non è ancora chiaro quale sia il motivo politico dietro
questa decisione, che giunge dopo anni di tentativi del governo
centrale di Damasco di controllare direttamente gli affari
religiosi di un paese a maggioranza sunnita.
La carica di Gran Mufti era stata istituita nel 1947, un anno
dopo il raggiungimento formale dell’indipendenza della Siria dal
mandato francese. Ma una carica analoga esisteva sin dalla fine
dell’impero ottomano nel 1918.
Sia lo shaykh Hassun che il suo predecessore Ahmad Kuftaro
sono stati a lungo strenui difensori del potere degli Assad. E
la carica di Gran Mufti, come accade anche in altri paesi della
regione, è strettamente controllata dal potere centrale, essendo
una sua esplicita emanazione.
Nel 2018 Assad aveva emesso un altro decreto in cui limitava
la durata della carica del Gran Mufti a tre anni, mentre in
precedenza il mandato era a vita.
Le prime reazioni pubbliche alla decisione oscillano tra chi
denuncia una interferenza del potere negli affari religiosi e
chi plaude alla decisione considerandola un tentativo di
combattere l’estremismo. (ANSAMed).
