
(ANSA) – NEW DELHI, 22 NOV – I contadini indiani non si
fermano: il Samyukta Kisan Morcha, Skm, (Fronte unito degli
agricoltori), organizzazione cui aderiscono 40 sigle sindacali
di tutto il Paese, ha comunicato che non cancellerà le
iniziative programmate prima dell’annuncio del Premier Modi,
fino a quando la riforma contestata non sarà ufficialmente
cancellata.
Gli accampamenti alle porte della capitale dove decine di
migliaia di agricoltori hanno vissuto dal novembre del 2020 non
verranno smantellati; domani è stato organizzato un raduno a
Lucknow, in Uttar Pradesh, il 26 novembre ci sarà una
manifestazione a New Delhi.
Il SMK ha inviato al governo una lettera aperta con sei
richieste: dall’approvazione della legge che ripristini il
prezzo minimo garantito (Msp), al ritiro del disegno di legge
Electricity Amendment Bill, alla cancellazione delle multe per
la combustione delle stoppie. I contadini chiedono inoltre al
governo di cancellare tutti i procedimenti contro i
manifestanti, indennizzi per le famiglie dei contadini morti
durante le proteste e le dimissioni del sottosegretario
all’Interno Ajay Kumar Mishra, il cui figlio è indagato per i
disordini di Lakhimpur Kheri del 3 ottobre, quando otto persone,
tra cui quattro agricoltori, sono stati travolti da un corteo di
auto mentre manifestavano. (ANSA).
