Personale scolastico e del soccorso pubblico, forze dell’ordine, militari e agenti di polizia locale, penitenziaria e servizi segreti: oggi, oltre all’appuntamento per i V-day per i bambini tra i 5 e gli 11 anni, è il giorno dell’obbligo vaccinale per due milioni di persone. Tra loro la percentuale di adesione alla campagna è stata molto alta, superiore alla media nazionale, tuttavia il numero degli irriducibili no-vax non è trascurabile, specie se si considera che si tratta di lavoratori che svolgono servizi essenziali. Ora le scappatoie saranno davvero poche, l’inadempienza porterà all’immediata sospensione del servizio e dallo stipendio, non ci saranno però ricadute disciplinari e il rapporto di lavoro sarà conservato. Gli agenti di polizia sospesi saranno anche disarmati.
    Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato “un continuo monitoraggio sugli operatori che hanno adempiuto all’obbligo”: prima non era consentito per la privacy, “oggi è invece possibile per la necessaria verifica posta in carico dei datori di lavoro. Ci si attende da questo un’ulteriore spinta ad aderire alla campagna da parte degli operatori”. I numeri reali si sapranno nei prossimi giorni, dunque, ma una spinta sembrerebbe in effetti esserci stata. Ad esempio, a metà novembre su 97mila poliziotti c’erano 7mila non vaccinati, il numero si è quasi dimezzato nell’ultimo mese, a 4mila. Su 37mila agenti della penitenziaria, secondo fonti sindacali i non vaccinati sono un migliaio.
    Una circolare firmata dal capo della Polizia, Lamberto Giannini, specifica che con il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale da parte delle forze di polizia al dipendente verranno temporaneamente ritirati tessera di riconoscimento, placca, arma in dotazione individuale e manette. Il personale “anche se assente per legittimi motivi” dovrà presentare la documentazione, in caso di inadempienza, i responsabili inviteranno l’interessato dimostrare “senza indugio, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito” l’avvenuta vaccinazione, l’esenzione o la prenotazione della dose, da effettuarsi entro 20 giorni, nell’attesa il dipendente potrà continuare a prestare servizio con il green pass ‘base’, cioè anche con tampone. Difficile per i no-vax evitare di perdere lo stipendio. Tra i destinatari dell'”invito” figurano anche coloro che sono i congedo straordinario per malattia e chi ha chiesto l'”aspettativa per infermità” successivamente all’entrata in vigore del decreto che ha imposto l’obbligo. E’ fatto salvo, invece, chi si trova in congedo di maternità o paternità, o in aspettativa per motivi di famiglia.
    Per il personale scolastico i controlli saranno responsabilità dei presidi, che si avvarranno di una “Superapp”, che consente l’interoperabilità tra il Sistema Informativo dell’Istruzione (Sidi) e il Sistema Informativo dell’Istruzione e la Piattaforma Nazionale Digital Green Certificate. In mattinata il ministero dell’Istruzione ha inviato una circolare con le indicazioni. Se al controllo il dipendente risulta “non i regola”, viene precisato nelle indicazioni ministeriali, “sarà cura del Dirigente Scolastico verificare con il soggetto interessato l’eventuale esistenza di una valida giustificazione”, se cioè si tratta di una persona guarita dal Covid o esente. L’obbligo vale per l’intero ciclo vaccinale, quindi prima e secondo dose, e alla scadenza dei nove mesi (la validità del Green pass) anche per la terza.
    Sulla scia delle nuove disposizioni e del Super Green pass, si dovrebbe arrivare prima di Natale a una copertura del 90% del popolazione over 12. Oggi poi partono le somministrazioni per i vaccini dei più piccoli, tra i 5 e gli 11 anni, una platea potenziale di 3,6 milioni di bambini. L’avvio ufficiale è il 16, anche se il Lazio ha anticipato il V-day a domani, partendo dai bimbi più fragili. E corre anche la somministrazione delle terze dosi – a questa mattina 12.078.543 – è stato raggiunto oltre il 59% di coloro che hanno ultimato il ciclo vaccinale dal almeno 5 mesi.  
   

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