
(ANSA) – BOLOGNA, 30 DIC – La sindaca di Rottofreno
(Piacenza) Paola Galvani dovrà essere chiamata “sindaco”. Lo ha
stabilito, dopo un lungo dibattito e una votazione, il consiglio
comunale del paese della pianura Piacentina, al confine con il
Pavese, su volontà della stessa prima cittadina. Non è certo il
primo dibattito che riguarda la declinazione femminile dei nomi
comuni, ma è probabilmente la prima volta che si esprime
un’assemblea istituzionale.
La storia, raccontata dal quotidiano Libertà, è nata da una
mozione presentata dalla minoranza di centrosinistra, per la
parità di trattamento linguistico e quindi per l’uso del termine ‘sindaca’. Il capogruppo Paolo Bersani ha illustrato i motivi
(non ultimi i pregiudizi che stanno alla base della violenza di
genere) per cui “è compito delle istituzioni promuovere un
cambiamento culturale e adottare un linguaggio non
discriminante”.
Ne è seguito un lungo e partecipato dibattito al quale ha
partecipato la stessa Galvani. “Il termine sindaca – ha detto –
mi sembra quasi dispregiativo, la cultura non si fa con le
declinazioni. Per la prima volta i cittadini di Rottofreno hanno
dimostrato grande apertura votando una donna e io sarò valutata
per il mio operato e non per come sarò chiamata”.
La mozione per declinare al femminile le cariche su gli atti
e sui documenti ufficiali è stata così respinta. (ANSA).
