AGI – È iniziata la riunione della cabina di regia del governo sulle nuove misure anti-Covid. All’incontro, oltre al premier Draghi, partecipano per la Lega il ministro Garavaglia, per M5s il responsabile delle politiche giovanili Dadone, per FI il ministro per gli Affari regionali Gelmini e il ministro della Pubblica amministrazione Brunetta, per Leu il responsabile della Salute Speranza e per il Pd il ministro Dario Franceschini.

Presenti anche il responsabile dell’Economia Franco e della Scuola Bianchi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Garofoli. Alle 16,30 e’ in programma l’incontro tra il governo e le regioni. A seguire il Cdm.

Sul tavolo soprattutto il tema della ripartenza della scuola, l’estensione dell’obbligo vaccinale agli over 60 e l’estensione del green pass ai luoghi di lavoro. 

Il Partito Democratico conferma la linea del rigore nel rispondere all’emergenza pandemica e annuncia di voler proporre in cabina di regia e successivamente in Consiglio dei Ministri l’introduzione dell’obbligo vaccinale.

Fonti del Nazareno fanno sapere che si tratta, per i vertici dem, della “via maestra per affrontare il tema della crescita di contagi in corso” e chiariscono che l’obbligo è “l’unico modo, a nostro avviso, per fare chiarezza ed evitare di infilarsi in distinzioni di età o di funzioni che finiscono per essere portatrici più di equivoci che di soluzioni”.

Il governo sarà impegnato nel doppio appuntamento per mettere in campo le misure da prendere per fronteggiare il diffondersi della variante Omicron. Valutazioni sarebbero in corso sull’estensione dell’obbligo del super green pass ai luoghi di lavoro.

Non ci sono solo le resistenze della Lega e del Movimento 5 stelle ma anche difficoltà dal punto di vista organizzativo, viene fatto sapere. Da qui la cautela sulle prossime mosse.

Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha ricordato che la posizione della Lega sulle misure anti-Covid prevede la vaccinazione obbligatoria per gli over 60, “proprio per tutelare le fasce più fragili della popolazione”

Sul tavolo, tra l’altro, il nodo delle sanzioni e delle sostituzioni e altre problematiche dal punto di vista giuridico. L’esecutivo è chiamato a garantire, non solo il ritorno a scuola, ma anche l’ampliamento della platea dei vaccinati.

L’altra strada che si sonda è, appunto, quella dell’introduzione dell’obbligo vaccinale. Una strada sarebbe quella di legare l’obbligo solo ad alcune fasce di età, ovvero agli over 60.

Una ipotesi, quella dell’obbligo vaccinale, che il segretario dem, Enrico Letta, aveva avanzato già a luglio, durante una intervista televisiva: “L’obbligo vaccinale è una questione controversa ma non mi sembra sbagliato. Dobbiamo fare di tutto per evitare gli errori dell’estate scorsa. Salvini contrario? Per fortuna sulle vaccinazioni il governo non fa quello che Salvini chiede”.

Ma è nelle ultime settimane che questa ipotesi ha raccolto sempre più consensi dalle parti del Nazareno “Fare tutto il possibile per contenere i contagi”, è il mood fra gli esponenti di spicco del partito: “Dalla reintroduzione dello smart working, al super green pass fino ad arrivare all’obbligo vaccinale”, appunto.

Discorso a parte per la scuola, sulla quale il Pd continua a lavorare perché si continui con le lezioni in presenza. “Obbligo vaccinale, lavoro agile, sostegno in ogni modo ai presidi per garantire la sicurezza sanitaria nelle scuole e massimo sostegno alle Regioni per garantire il funzionamento delle reti sanitarie”, spiegava Francesco Boccia: “170 mila contagi al giorno e 259 vittime sono numeri che impongono rigore sanitario, restrizioni dove servono e stop all’ordine sparso che sta caratterizzando il dibattito di queste ore”.

L’idea sembra, tuttavia, non piacere all’alleato M5s che solleva dubbi non nel merito della proposta, quanto nella tempistica e nelle modalità di attuazione: di fronte a difficoltà logistiche nella somministrazione di terze dosi, spiegava ieri Giuseppe Conte ai parlamentari M5s, “Appare paradossale ragionare di obbligo vaccinale. Anche coloro che volontariamente si rendono disponibili per la terza dose incontrano difficoltà a farlo in tempi brevi”. 

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