Crisi Atalanta, i motivi dietro il calo dei nerazzurri
Dal caso Ilicic, alle condizioni di Zapata, passando per la cessione di Gosens. Da squadra scudetto al rischio Champions, i perché della crisi Atalanta.
Definirlo “annus horribilis” sarebbe un sacriilegio. L’Atalanta di Gian Piero Gasperini infatti è al momento quinta in classifica, a -2 dalla Juventus quarta ma potenzialmente avanti di un punto, dato che dovrà recuperare la partita contro il Torino, e a – 10 dall’Inter prima in classifica. Inoltre domenica sera al Gewiss Stadium di Bergamo arriverà proprio la squadra di Allegri, definita dallo stesso tecnico bianconero come la vera rivale della Dea in ottica qualificazione alla prossima Champions League. Niente da buttare, dunque, per il momento: ma che Gasperini e i suoi non siano gli stessi degli ultimi due anni appare al momento lapalissiano, risultati alla mano.
Soprattutto in casa, il piatto piange: la sconfitta contro il Cagliari, arrivata a causa della doppietta di Pereiro e del rosso a Musso, ha evidenziato ancora una volta la poca capacità di concentrazione, vedere l’errore marchiano di Djimsiti, e il poco equilibrio, una volta rimasti in 10. In precedenza, oltre al pari in trasferta contro la Lazio, raggiunto con una rosa decimata dal Covid, erano arrivati lo 0-0 contro l’Inter e il ko per 4-1 contro la Roma, oltre allo 0-0 di Genova. In precedenza il Gewiss era risultato fatale anche per l’eliminazione dalla Champions, con il 3-2 contro il Villarreal: finora a Bergamo la Dea in casa vale il 12esimo posto in classifica, ha vinto solo tre partite su 10 e ha conquistato appena 13 punti contro i 30 ottenuti in trasferta.
A questa tendenza negativa vanno aggiunti i problemi fisici manifestati fin qui da uomini chiave, come Gosens nella prima parte di stagione e lo stesso Duvan Zapata, che ieri ha avuto una ricaduta che potrebbe costringerlo a saltare proprio la Juve e non solo: come riportato da “Calciomercato.com“, l’ansia in casa atalantina è dettata dal fatto che il colombiano rischia di stare fuori più di un mese in seguito a un ulteriore stiramento, dopo uno stop precedente di quasi 50 giorni, in seguito a un movimento innaturale dopo una scivolata.
