
Dagli affari alle armi biologiche, lo schema è chiaro: gli Stati Uniti “stanno lavorando alacremente per trascinare la Cina nel conflitto in Ucraina, a prescindere dalle scuse”, tra la richiesta di mettere sotto controllo la Russia, la minaccia di sanzioni e poi le armi biologiche di Mosca. E’ quanto sostiene un editoriale del canale in lingua inglese Cgtn controllato dal network statale Cctv che segnala le crescenti difficoltà di Pechino e Washington nella ricerca di una posizione comune.
“La Cina cerca una soluzione duratura al conflitto e una pace sostenibile nella regione, vuole che tutte le parti evitino spargimenti di sangue e distruzione e vuole mitigare la crisi umanitaria in atto”, si legge nell’editoriale. La Cina ha i suoi obiettivi illustrati dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi nella conferenza stampa di lunedì: Pechino ha forti legami con Ucraina, Russia ed Europa “ed è disposta a svolgere un ruolo costruttivo nel facilitare il dialogo per la pace, ma ciò che interessa agli Usa è spingere la Cina in un gioco geopolitico di sanzioni e insulti”.
L’amministrazione Biden ha promesso e varato gravi ritorsioni economiche che non sono riuscite a fermare lo scontro: anzi, hanno provocato ulteriormente la Russia che ha escogitato le proprie contromisure. Attraverso la sua retorica, gli Usa stanno cercando di “dipingere Cina e Russia con lo stesso pennello”, seguendo la semplice mentalità della Guerra Fredda. “È una classica visione egemonica del rapporto del Paese con il mondo”.
Purtroppo, conclude l’editoriale, “la sfortuna è che nessuno si occupa di affrontare le vere cause del conflitto o di aiutare a facilitare i negoziati. I rumori non risolvono i problemi. Gli Stati Uniti farebbero meglio a riconoscerlo prima e iniziare a rivolgere le sue attenzioni nel fornire effettivamente soluzioni reali e pragmatiche al conflitto”.
