Una foto d’amore è solo una foto d’amore. Eppure può in un lampo trasformarsi in un campo di battaglia, in una pietra dello scandalo, in una docile preda per i bracconieri dei social o per i moralisti di professione. Succede oggi a Tiziano Ferro, a suo marito e alle due piccole creature di cui sono diventati padri. È accaduto a me e al mio compagno sei anni fa, quando venne al mondo, col suo sorriso contagioso, nostro figlio Tobia – foto | video
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“PROGETTO DI AMORE” – Uno scatto in bianco e nero, un abbraccio, il gesto più umano e più intenso, il compimento di un progetto di amore, accogliere la vita in un mondo in cui i bambini spesso vengono abbandonati, sfruttati, uccisi dalla miseria e dalla guerra: e invece quello scatto diviene il detonatore della maldicenza, dell’odio, di condanne inappellabili. Eppure le famiglie omogenitoriali sono ormai una realtà consolidata in tanta parte del mondo, la ricerca sociologica le descrive come famiglie solide e bene integrate, tutti gli studi di psicologia concordano nel sottolineare che i figli di due papà o di due mamme non presentano specifici profili di problematicità: anzi, in generale, proprio perché sono stati il frutto di una forte volontà e di una scelta consapevole, sono figli che vivono in contesti relazionali e affettivi molto sereni e molto stimolanti.
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“IL TERRORE DELL’IGNOTO” – Discutere con serietà di regolamentare le tecniche di riproduzione della vita, senza isterie e bardature da crociati, sarebbe una prova di maturità. Cavarsela, invece, minacciando la galera a chi cerca di diventare genitore è grottesco, tanto più in questo duro inverno demografico e in un continente malato di sterilità. Resta comunque appesa per aria una domanda: perché una foto d’amore ci scoppia in testa come una bomba? Forse abbiamo terrore dell’ignoto e dell’inaudito e dinanzi alla loro sagoma ci rifugiamo nelle caverne del pregiudizio? Forse quello scatto ribalta le nostre convenzioni e le nostre convinzioni? Eppure oltre le trincee rumorose dei social, nella vita reale le cose sono diverse. Non trovi per strada, girato ogni angolo, la cattiveria adrenalinica dei leoni da tastiera. Non trovi l’odio ma la curiosità, spesso la simpatia. Fortunatamente la conoscenza sbriciola i pregiudizi, l’amicizia squaglia la paura, e alla fine la gente normale ti giudica per come sei, non un alieno con un figlio bionico, ma un padre innamorato del suo bambino: perché la paternità non la guadagni con l’analisi del Dna ma con la cura quotidiana, la pazienza, l’ascolto, l’accoglienza, la protezione, il rispetto, l’affetto.
“FAMIGLIE DI TANTI COLORI” – Non ci sono famiglie cosiddette naturali sul podio e famiglie artificiali e strambe nel sottoscala. Ma solo famiglie, di tanti tipi e di tanti colori: e quelle arcobaleno sono diventate, comunque la si pensi, un pezzo vitale delle nostre comunità. Sarebbe bello non riempire di sputi una foto d’amore. Sarebbe bello non dimenticare mai che dietro quello scatto in bianco e nero, che arma i nostri risentimenti e il nostro furore ideologico, ci sono individui concreti, non ologrammi. Ci sono magari Margherita e Andres, i figli di Tiziano Ferro e di suo marito. Figli, non fantasmi.
Nichi Vendola
