
(ANSA) – ROMA, 10 MAG – Nove Onlus, una delle poche ong
italiane che continua ad avere una presenza nell’Afghanistan dei
talebani, rafforza le attività per le donne a Kabul. È la
risposta dell’associazione, che non ha mai smesso di operare per
fronteggiare la crisi umanitaria e contribuire alla lotta per i
diritti umani, alle nuove regole per le quali alle donne restano
solo gli occhi come spiraglio sul mondo: nessuna attività a
contatto con il pubblico, corpo e viso tumulati in un hijab,
interdizione alla scuola secondaria e divieto di circolare se
non accompagnate da un mahram, un tutore maschio. Nuovi ostacoli
per milioni di donne rimaste vedove e prive di familiari maschi
adulti per accedere all’assistenza sanitaria e agli
approvvigionamenti, sfuggire a situazioni di violenza domestica,
cercare lavoro, sopravvivere.
“Rispondiamo alle nuove restrizioni intensificando i progetti
a sostegno delle donne – dichiara Susanna Fioretti, presidente
di Nove Onlus – abbiamo avviato un progetto gestito da donne,
che offrirà formazione professionale e mentorship a 150 donne di
Kabul e abbiamo potenziato i corsi di alfabetizzazione
femminile. Grazie al sostegno di Otb Foundation, 8×1000 Chiesa
Valdese e del Trust nel Nome della Donna, Nove prosegue anche le
sue attività di emergenza. Dopo aver distribuito generi di prima
necessità a oltre 3mila persone a Kabul, sta attivando la
seconda distribuzione per le donne capofamiglia e i loro figli
(oltre 1.000 persone) nella provincia di Kapisa dove sostiene
anche l’orfanotrofio pubblico”. In collaborazione con l’ong Afga, Nove fornisce servizi
sanitari, compresi i servizi di salute sessuale e riproduttiva a
1.300 persone al mese.
Fioretti ha incontrato ieri i rappresentanti del ministro del
lavoro e degli affari sociali per finalizzare l’accordo che
prevede corsi di inglese, computer e sartoria per le donne di
Kabul, all’interno di un centro governativo. Nei prossimi giorni il team di Nove incontrerà le autorità
deputate alla mobilità femminile per discutere l’ipotesi di
riprendere il servizio Pink Shuttle. È previsto inoltre un
incontro di approfondimento con l’attivista afghana Mahbouba
Seraj, direttrice dell’Afghan Women Skills Development Center,
per valutare nuovi interventi di supporto a donne in stato di
estrema vulnerabilità.
“La pratica dei matrimoni precoci è in preoccupante aumento,
ed espone anche bambine molto piccole al rischio di essere
vendute in cambio di soldi per poter sfamare il resto della
famiglia – conclude la presidente di Nove – per questo abbiamo
ampliato anche il progetto Dignity, che garantisce supporto
diretto a bambini e famiglie in stato di grave necessità”.
(ANSA).
