Per i Maneskin Victoria nuda tre i fiori, un ritratto di libertà
Secondo quanto riportato da Vanity fair la bassista dei Maneskin si mette a nudo:
Tra un mare di fiori, completamente nuda, qualche petalo a coprire lo stretto necessario. Così appare Victoria de Angelis nell’ultima foto condivisa sul suo profilo Instagram. «Bought you flowers», recita la didascalia dell’immagine che in poche ore ha fatto il pieno di like. Non è la prima volta che la bassista dei Måneskin sfida la censura del social ricorrendo a piccoli escamotage per evitare la rimozione dell’immagine: a marzo, per esempio, fece parlare la foto in cui si mostrava nelle Stories completamente nuda, con due emoticon a forma di stella a coprirle i capezzoli (non abbastanza efficaci, tuttavia, per evitarle la censura). Di lì a poco, fu la volta di un’altra immagine con due cuoricini rossi a celare lo stretto necessario che guadagnò la bellezza di un milione di like.
D’altronde la ventiduenne Victoria ha sempre fatto della libertà la sua bandiera. E ha sempre dimostrato di essere libera dalle etichette. «Ho avuto un flirt con un collega molto famoso, ma non dico chi è» raccontò a Le Iene dopo Sanremo. «Per conquistarmi non servono soldi, cene offerte o addominali. Ho avuto avventure e storie durature con delle ragazze ed è andata bene». L’estate scorsa è stata fotografata con la presunta compagna.
Victoria non ne parla. Perché non sopporta le incursioni nella sua vita privata. Meno ancora sopporta gli ipocriti: «Molti ragazzi parlano di apertura, di rispettare le donne ma sono i primi a dire “questa è una cicciona”, “questa ha i peli sotto le ascelle”, “questa è una troia”. Una donna che ha molta libertà sessuale o molti partner o si veste provocante la si associa alla professione della sex worker per insultarla. Così si accresce lo stereotipo delle donne per forza caste, mentre io, se sono maschio e faccio sesso con cento ragazze, sono figo».
Victoria, che ha iniziato a suonare la chitarra elettrica a 8 anni, oggi è la bassista della rock band più amata del momento. Con i Måneskin nel 2021 ha trionfato a Sanremo e all’Eurovision. Com’è essere l’unica ragazza in mezzo a tre maschi? «Normale», ha detto. «E poi per me non è importante il sesso di una persona. Conta il rapporto che ho con lei. E con i ragazzi il mio legame è fraterno».
Dietro la «ribelle» che odia le etichette, dietro la musicista che sul palco non si ferma mai, c’è una giovane donna che nel suo passato nasconde un dolore immenso. Aveva solo 15 anni quando vide morire sua madre, la danese Jeanett. Lo ha rivelato qualche mese fa la nonna materna Elin Uhrbrand: «Mia nipote Victoria ha sofferto molto, ha visto morire la sua mamma. Jeanett, mia figlia, quando ha capito che avrebbe perso la battaglia contro il male che la stava consumando chiese di andare in Danimarca. Victoria volle seguirla e le rimase vicino fino alla fine». Victoria, prosegue la nonna, «aveva solo 15 anni. Per tre mesi ha vegliato sulla sua mamma, per tre mesi le ha tenuto la mano. Fino all’ultimo giorno. Fino a quando le ha detto addio. È stato terribile… Terribile». Victoria non ha mai parlato pubblicamente del suo lutto, ma in un’intervista a Elle ha ammesso di aver avuto un’adolescenza difficile: «A 14 anni soffrivo di attacchi di panico. Ero una ragazza spensierata, poi mi sono ritrovata a non voler più uscire di casa, ho perso un anno di scuola. C’era qualcosa di rotto in me e non sapevo come ripararmi. Prima me ne vergognavo, ora non ho più bisogno di nasconderlo. Ne sono uscita grazie a una terapia, alla famiglia e agli amici, ma è comunque da sola che impari a gestire certe voragini». Lei, quelle voragini, è riuscite a trasformarle in musica.
