
AGI – Oggi fari puntati su palazzo Chigi. E’ vero che il palcoscenico della pre-crisi di governo sarà l’aula del Senato, e quella porta da cui verso l’ora di pranzo dovrebbero sfilare i senatori M5s per evitare sia di votare sì al dl aiuti che di votare no alla fiducia all’esecutivo. Ma è altrettanto vero che l’attenzione di tutti è spostata da ieri sera anche sulle mosse di Mario Draghi.
Una volta ascoltate le parole con cui Giuseppe Conte motivava la scelta del suo movimento, raccontano che il premier abbia deciso di confermare la sua linea: nessun governo senza M5s, nessun Draghi dopo Draghi. E questo dovrebbe andare a spiegare nel pomeriggio a Sergio Mattarella.
Ma la politica è fatta di sfumature ed è partito il pressing per non far precipitare il Paese al voto d’estate, con in corso una sfilza interminabile di controindicazioni da Apocalisse: la guerra, la siccità, la febbre dell’inflazione, la crisi energetica e l’attuazione del Pnrr.
La stabilità prima di tutto, insomma, sarà il richiamo che verrà da più parti alle orecchie del presidente del Consiglio e dei leader dei partiti di maggioranza. A indicare una via possibile ci ha pensato ieri Enrico Letta; il leader dem ha disegnato un percorso che porterebbe il premier a una verifica parlamentare, con voto di fiducia finale.
Letta parla per esperienza: fu proprio questo l’iter che lo portò a sopravvivere da premier al’uscita di Silvio Berlusconi e Forza Italia dalla sua maggioranza nell’autunno del 2013.
Ma Draghi condivide questo percorso? Molto dipenderà dal colloquio con il Capo dello Stato.
Nello studio del Presidente si valuteranno pro e contro di ogni decisione, poi, Costituzione e precedenti alla mano, si delineerà una road map. Se il premier accettasse di essere rinviato alle Camere, si procederebbe alla verifica parlamentare. Molto probabilmente (resta ancora l’incognita della Lega di Matteo Salvini) l’esecutivo otterrebbe di nuovo la fiducia e procederebbe, non spedito ma in sella. Se il premier salisse al Colle dimissionario, Mattarella potrebbe respingere le dimissioni e, anche in questo caso, rinviarlo alle Camere. Se però le dimissioni fossero irrevocabili (e molto potrebbe dipendere dai numeri veri del voto del Senato), si aprirebbero in pochi giorni le consultazioni e l’esito di elezioni anticipate, magari con voto ai primi di ottobre, sarebbe inevitabile.
“Dovete chiedere al presidente Mattarella” ha detto tre giorni fa Mario Draghi a chi gli chiedeva in anticipo previsioni sulla giornata di oggi. “Vediamo cosa decide Draghi” spiegavano ieri dal Colle rispondendo sempre alla stessa domanda dei giornalisti. Oggi premier e presidente si vedranno e scioglieranno tutti i dubbi, o almeno ci proveranno. Perché anche l’atteggiamento dei partiti avrà un peso, ovviamente: resterà l’aut aut delle ultime ore da parte di Lega, Pd e Fi? Fallito il pressing sul M5s, si cercherà di salvare questo ultimo scampolo di legislatura o si sceglierà di aprire le urne in anticipo? Poche ore e il sipario si alzerà su palazzo Madama, poi su palazzo Chigi e infine sul Quirinale.
Dl Aiuti: ok del Senato alla fiducia con 172 si. Tutti i Cinquestelle assenti
Il Senato conferma la fiducia al governo, posta sul decreto Aiuti, con 172 voti a favore, 39 voti contrari e nessun astenuto. Tutti e 61 (la composizione del gruppo è scesa oggi di una unità dopo l’addio di Cinzia Leone, passata a Ipf) i senatori del Movimento 5 stelle non hanno risposto alla chiama e non hanno partecipato al voto. Con l’ok alla fiducia il Senato approva in via definitiva il decreto Aiuti che diventa legge.
Draghi lascia Palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio Mario Draghi è uscito da pochi minuti da Palazzo Chigi.
Al via prima chiama su fiducia al Senato
Terminate le dichiarazioni di voto, è ora iniziata nell’Aula del Senato la prima chiama per appello nominale sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti.
Castellone (M5s): noi coerenti, non c’entra con fiducia al governo
“Il non voto di oggi è coerente con quanto espresso dai nostri ministri e dai nostri colleghi alla Camera non paretcipaimao a voto perchè non condividiamo nel merito e nel metodo” alcune misure del decreto Aiuti. Ma la linea scelta da M5s “si sottae alla logica della fiducia al governo e dire che così si indebolisce l’azione del governo quando si sta cercando di indicare con chiarezza una linea politica è falso, chi lo fa lo fa per strumentalizzare”. Lo ha detto in Aula in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto Aiuti la capèogruppo M5s Mariolina Castellone.
Castellone: confermo il no alla partecipazione M5s al voto di fiducia
Confermo la non partecipazione al voto di fiducia del mio gruppo”. Lo ha detto in Aula la capogruppo M5s al Senato Mariolina Castellone.
M5s: abbiamo lavorato nel merito contro attacchi e indifferenza
“Noi abbiamo appoggiato questo governo rispettando le indicazioni del presidente Mattarella e con grande generosità e non si può nascondere che l’appoggio al governo ha provato molto i cittadini che credono nel Movimento”, ma “abbiamo sempre lavorato per trovare soluzioni nel merito. Abbiamo subito attacchi e totale indifferenza rispetto alle nostre richieste. Nessuno avrebbe continuato come noi a lavorare a testa bassa perché per alcune forze politiche l’unico obiettivo è stato smantellare ogni nostra misura”. Lo ha detto la capogruppo M5s Mariolina Castellone, in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti.
Tosato: Lega leale ma se stop condizioni si voti
“La Lega è leale ma se non ci sono più le condizioni se ne prenda atto e si vada al voto”. Lo ha detto in Aula del Senato in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul dl Aiuti il leghista Paolo Tosato.
Bernini (FI): sì alla fiducia. I ministri M5s si dimettano
“Noi rivendichiamo la nostra coerenza e quindi non faremo capricci su un decreto che stanzia miliardi per famiglie e imprese”, afferma la capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini, in dichiarazione di voto sulla fiducia posta al Senato dal governo sul decreto Aiuti.
Per Bernini si è assistito a “due giorni di non lucida follia che hanno un nome e un cognome: Movimento 5 stelle. Immagino che ora il ministro D’Incà trarrà le debite conseguenze come i suoi colleghi ministri e sottosegretari” e si dimettano. “Beppe Grillo direbbe dimettetevi e fatevi accompagnare un’ultima volta a casa con le auto blu pagate dai contribuenti. La verità vi fa male e la coerenza vi difetta”, attacca Bernini le cui parole sollevano le proteste dei senatori M5s.
Malpezzi (Pd): le ragioni per il governo Draghi ci sono tutte
“Questo governo è guidato da un premier autorevole che ha una grande credibilità sul piano internazionale e che è una garanzia per il nostro Paese. Un premier che ha la fiducia tra i cittadini. Ed inoltre riteniamo che non siano venute meno le ragioni per cui è nato questo governo di unità nazionale e che anzi il quadro internazionale le rende ancora più urgenti. Ribadisco, il nostro è stato e resta un appello alla responsabilità. La priorità per noi sono i problemi degli italiani, non le convenienze dei partiti e per risolverli serve difendere la stabilità e l’equilibrio del quadro politico in una situazione drammatica. Gli interessi del Paese sono l’unica bussola del Partito Democratico”. Così Simona Malpezzi nell’aula di Palazzo Madama.
La Lega conferma la fiducia al Senato, M5s irresponsabili
Paolo Tosato a nome della Lega conferma la “fiducia al governo perché i provvedimenti contenuti nel decreto sono necessari. Togliere la fiducia è una scelta legittima, farlo su questo provvedimento è da irresponsabili”, dice in Aula in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti.
M5s contro Bernini (FI), interviene Casellati
Proteste e fischi, grida “stai zitta” dai banchi del Movimento 5 stelle alla volta della capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini, durante la sua dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti. Bernini sta attaccando, non senza frasi ironiche ma anche tranchant, i 5 stelle per la scelta di non votare la fiducia. E dai banchi dei 5 stelle si levano le proteste. E’ costretta ad intervenire la presidente Casellati, che richiama all’ordine invitando i 5 stelle a lasciar concludere l’intervento della senatrice azzurra.
Malpezzi (Pd): doveva essere solo una bella giornata
“Oggi doveva essere soltanto una bella giornata per le famiglie, per i lavoratori, per le imprese a cui questo provvedimento da delle risposte importanti”. Invece, “purtroppo, da giorni ci troviamno a parlare di altro, lontani dai cittadini e dai loro bisogni”. Lo ha detto la capogruppo del Pd al Senato, Simona Malpezzi. “Sarebbe dovuta essere una bella giornata per la politica, che queste risposte le ha trovate. Il decreto ha un bel nome: Aiuti”, aggiunge Malpezzi. “Un decreto che viene convertito due giorni dopo l’apertura del governo a una grande opportunità, l’agenda sociale, con misure per i salari e contro la precarietà. Doveva essere una bella giornata perchè la politica fa il suo mestiere, trovare risposte alle domande degli italiani, prevenendo le difficoltà di un autunno che non si preannuncia per nulla facile. Quando nelle aule parlamentari si cercano soluzioni, chi ci guarda da fuori si sente meno solo”, sottolinea ancora la presidente dei senatori Pd. “La politica è anche arte del prevedere, deve essere capacità di visione, deve guardare oltre. Questo governo è nato in una situazione di emergenza come esecutivo di unità nazionale, fra forze diverse da loro che si sono assunte la responsabilità di fare cose per il Paese non per la singola forza poltiica”.
FI: è il momento della verità, non possiamo stare appesi alle riflessioni di Conte
“Credo sia venuto il momento della verità: apprezzo la trasparenza, comprendo i travagli interni ma non comprendo la presa in giro dei 5 stelle di un continuo ‘stiamo dentro, stiamo fuori'”. Lo dice in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti la capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini. “Non possiamo rimanere appesi alle riflessioni notturne del presidente Conte, non ce lo possiamo permettere”.
Pd: un dovere il sì alla fiducia a governo cui si fa parte
“E’ un dovere dei gruppi di maggioranza votare la fiducia al governo di cui si fa parte. Il nostro è un appello alla responsabilità”. Lo ha detto in Aula la capogruppo del Pd in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti al Senato.
Errani (Leu): capisco il disagio di M5s ma il no alla fiducia è un errore
“Capisco il disagio di M5s e gli attacchi subiti” quasi qualcuno mirasse “a farli uscire, ma è un errore politico non partecipare al voto di fiducia, una scelta sbagliata”. Lo dice in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto Aiuti Vasco Errani di Leu, confermando la fiducia al governo. Errani però sottolinea come “la responsabilità di questa situazione non sta da una sola parte” e invita a “verificare con chiarezza se ci sono le condizioni” per andare avanti “ma non possiamo farlo facendo finta di nulla”.
Renzi a Draghi: nulla giustifica la fine del governo
“Io sono estimatore del presidente Draghi, sono orgoglioso di averlo come premier, ma nulla giustifica la fermata del governo in questa situazione”. lo ha detto Matteo Renzi prendendo la parola in Aula al Senato sulla fiducia al Dl Aiuti.
Renzi: il Pd esca dalla subalternità e torni riformista
“Lo dico agli amici del Pd: parlando con alcuni di loro, in queste ore, mi è stato detto che faticano a capire le ragioni della crisi aperta da Conte. Vedendo il comportamento del professor Conte, spero capiate le ragioni della crisi di un anno fa. Il Pd può uscire dalla subalternità rispetto a chi veniva definito un punto di riferimento fortissimo. Ora tornate al riformismo”. Lo ha detto Matteo Renzi prendendo la parola in Aula a Palazzo Madama in occasione del voto sul dl Aiuti.
Renzi: i ministri e sottosegretari del M5s firmino le lettere di dimissioni
“Se uno apre una crisi in un momento di difficoltà è legittimo, sarei ipocrita se dicessi il contrario. Ma se si decide di non votare la fiducia, allora si firma la lettera di dimissioni di ministri e sottosegretari”. Lo dice Matteo Renzi nel corso del suo intervento in Aula in occasione dle voto al Del Aiuti, su cui il governo ha posto la fiducia. “E’ ridicolo che il ministro per i Rapporti con il Parlamento annunci la fiducia in Aula e la capogruppo M5s annunci che non la voterà”, aggiunge Renzi.
Renzi: M5s come giacobini ma la Rivoluzione è una cosa seria
“Il 14 luglio è un giorno impegnativo per iniziare una nuova storia. La rivoluzione francese è una pietra miliare per il nostro continente e chi è partito per ghigliottinare, allora, finirono per essere gigliottinati. Gli stessi dirigenti giacobini finirono sul patibolo. La rivoluzione francese, però, è stata una storia seria. Una storia seria non è stato il dibattito di queste ore”. Matteo Renzi, nel giorno in cui si ricorda la presa della Bastiglia che diede il ‘la’ alla Rivoluzione Francese, sceglie di utilizzare questo parallelo per descrivere quanto sta avvenendo dentro i Cinque Stelle e nella maggioranza dopo la scelta di Giuseppe Conte di non votare il decreto aiuti.
Appello di Renzi a Draghi: il governo deve andare avanti
“La situazione che si è creata pone l’esigenza di lanciare da questa aula un appello alla responsabilità e un appello a un destinatario, il presidente Mario Draghi”. Lo dice Matteo Renzi intervenendo in Aula in occasione del voto sul Dl Aiuti. “Io sono estimatore dle presidente Draghi, sono orgoglioso di averlo come premier, ma nulla guistifica la fermata del governo in questa situazione: bisogna chiudere il Pnrr e la legge di bilancio. Pensare di usare gli schiamazzi per bloccare una attività fondamentale per il Paese sarebbe inaccettabile”, ha aggiunto Renzi. “Draghi deve continuare a fare il presidente del consiglio perchè serve all’Italia”.
Ipf: sì alla fiducia. Il M5s guarda solo suoi interessi
Insieme per il futuro conferma la fiducia al governo Draghi. Lo annuncia in Aula in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti il capogruppo di Ipf a palazzo Madama Primo Di Nicola. “Chi sta inseguendo interessi di parte e di partito sta vigliaccamente girando le spalle al Paese”.
Dieni (M5s), Patuanelli voti la fiducia o si dimetta
“Patuanelli voti la fiducia o si dimetta #coerenza”. Lo scrive su Twitter Federica Dieni, deputata del Movimento 5 stelle. In un tweet precedente la pentastellata scrive: “Ma i ministri del Movimento si dimettono? O stiamo aprendo una crisi astenendoci dal votare la fiducia con i ministri in carica…”.
Patuanelli voti la fiducia o si dimetta #coerenza
— Federica Dieni (@federicadieni) July 14, 2022
Dl Aiuti: al via al Senato le dichiarazioni di voto su fiducia
Sono iniziate nell’Aula del Senato le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul decreto Aiuti (il tempo stimato è di poco più di un’ora e mezza). Terminate le dichiarazioni, si svolgerà la chiama per appello nominale.
Lega: no a inutili tira-molla, è più saggio andare al voto
“Siamo stupiti e preoccupati. Dopo un anno e mezzo di sostegno leale della Lega al governo in una fase di emergenza, siamo costretti a perdere tempo in Parlamento coi No dei 5 stelle e una sinistra che si occupa di droga libera e cittadinanza agli immigrati. Non si può andare avanti così per mesi, con milioni di italiani che hanno problemi con stipendi, pensioni e bollette. Piuttosto che perdere mesi preziosi con inutili e logoranti tira e molla, sarebbe più saggio dare la parola agli italiani”. E’ quanto fanno trapelare fonti della Lega.
Dl Aiuti: il governo pone la fiducia al Senato
Il governo, con il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto la questione di fiducia al Senato sul decreto Aiuti, sullo stesso testo già licenziato dalla Camera.
Battelli: la scelta di Conte porterá a uno scenario devastante
“Il ‘non voto coerente e responsabile’ di Giuseppe Conte produrrà un drammatico effetto a catena che porterà il Paese verso l’esercizio provvisorio, cioè lo stallo totale dell’Italia e l’incapacità di reagire e intervenire. Lo scenario peggiore nel momento peggiore”. Lo scrive, su Instagram, il presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera Sergio Battelli.
Sala: vada avanti, Draghi non si faccia sfilacciare
“Spererei fortemente che il governo riesca ad andare avanti, non auguro all’amico Draghi di farsi sfilacciare via via. Ci deve essere una volontà del Parlamento. Mi auguro che vada avanti e mi chiedo anche che italiano o che italiana oggi potrebbe prendersi l’onere di quello che sta facendo Draghi e di mantenere il nostro Paese in un alveo europeista”. Lo ha affermato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine delle celebrazioni per i 30 anni di attività della Fondazione Cariplo.
FdI: irresponsabile non ridare parola al popolo
“L’irresponsabilità è di quelle forze politiche che pur se incompatibili tra loro, dal 2018 e in più occasioni, si sono messe insieme per evitare di ridare la parola al popolo italiano. Al governo non si va per occupare le poltrone ma per governare una Nazione, dando una visione strategica. Oggi il palazzo è asserragliato, la politica mostra la distanza dai cittadini e l’incapacità di leggere le loro istanze. Patetico il tentativo del M5s di aggirare il voto sul Dl Aiuti al Senato. Non si può dire di avere fiducia in un governo e poi non sostenere un provvedimento”. Lo ha detto intervenendo a Start su Sky tg24 il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.
Berlusconi: il voto non preoccupa, premierebbe il centrodestra
“Andare alle urne non ci preoccupa: anzi siamo certi che il risultato elettorale premierebbe il centro-destra e in particolare – come dimostrano tutti i sondaggi – l’atteggiamento responsabile e costruttivo di Forza Italia. In ogni caso siamo pronti ad affrontare ogni eventualità avendo come stella polare l’interesse degli italiani”. Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
Berlusconi: se si va al voto è unicamente responsabilità del M5s
“È chiaro e innegabile che eventuali elezioni anticipate in un momento così delicato per l’Italia saranno da attribuire unicamente all’atteggiamento irresponsabile dei Cinquestelle”. Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
Berlusconi: numeri anche senza M5s ma attendiamo il Colle
“I numeri dicono che il governo potrebbe proseguire il suo lavoro fine alla fine della legislatura anche senza il M5s. Forza Italia, in continuità con l’atteggiamento di responsabilità che ha sempre contraddistinto la sua azione, attende con rispetto le determinazioni del presidente Draghi e le indicazioni che darà il Capo dello Stato”. Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
Il governo porrà la fiducia sul dl Aiuti verso le 12,30
Il governo porrà la questione di fiducia sul decreto Aiuti al Senato intorno alle 12,30. E’ quanto viene spiegato a palazzo Madama.
Gentiloni: ora serve coesione non instabilità
“Per quanto riguarda l’evoluzione politica in Italia, io spesso parlo di acque agitate e in queste acque agitate, quindi la guerra, l’alta inflazione, i rischi energetici, le tensioni geopolitiche, la stabilità è un valore in sé. E penso che in questo momento serva coesione, non procurare instabilità”. Lo ha dichiarato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, risponendo a una domanda sulla crisi politica in corso in Italia. “E quindi noi seguiamo l’evoluzione della situazione italiana, ovviamente con tutto il distacco del caso, dal punto di vista ufficiale, dal punto di vista personale il distacco è un po’ più relativo. Ma comunque la seguiamo con direi preoccupato stupore”, ha aggiunto Gentiloni.
Di Maio: proseguire il percorso di maturazione. Ora stabilità
“So che diversi colleghi M5S vi stanno scrivendo in queste ore perché definitivamente delusi da quanto stanno continuando a fare i dirigenti M5S. Noi vogliamo proseguire un percorso che guarda al futuro, ma che è la continuazione del percorso di maturazione ed evoluzione e attaccamento alle istituzioni avviato già da diversi anni. Per noi è il valore è dato dal voler costruire una proposta per i cittadini, per poi realizzarla dentro le istituzioni. È un valore portare avanti un percorso di maturazione. E parlare di stabilità non è una cosa di cui vergognarsi, quando in Italia c’è un’inflazione record. L’Italia a livello internazionale sta facendo una figura barbina”. Lo ha detto Luigi Di Maio all’assemblea congiunta Di ‘Insieme per il futuro’.
Renzi: Draghi parli al Paese e vada avanti senza M5s
“Ci vediamo alle 13, in diretta dal Senato. Farò un appello a Mario Draghi: parli al Paese dicendo le cose che vanno fatte da qui alle elezioni e vada avanti senza i grillini. Basta coi ricatti dei 5 Stelle, torniamo a correre”. Così il leader di Italia viva Matteo Renzi.
Di Maio: chi subì il Papeete 1 ora sta facendo il Papeete 2
“Chi subì il Papeete 1, adesso sta facendo il Papeete 2. È chiaro a tutti che se oggi non votano la fiducia aprono la stagione del Papeete bis. Un marchio che non si toglieranno più. E da loro non accettiamo lezioni di coerenza”. Lo ha detto Luigi Di Maio all’assemblea congiunta di ‘Insieme per il futuro’.
La Russa: no a rattoppi, Mattarella dia voce agli italiani
“E’ in corso un atto disperato di evitare il voto di fiducia perchè M5s non darebbe la fiducia al governo di cui è il principale rappresentante. Capisco la corretta intransigenza di Draghi che ha detto no al bis, e quindi mette in ambasce chi vuole tirare la corda senza spezzarla e rimaneree seduti nella poltrona e allora il tentativo è mettere la polvere sotto il tappeto, dicendo non mettiamo la fiducia. Questa volta che serve la fiducia per fare chiarezza, dopo tante fiducie, si sta cercando di evitarla. Allora mi chiedo: agli amici del centrodestra, dico che sono lieto che hanno considerato positivo il fatto che a queste condizioni non si può proseguire. Il presidente della Repubblica invece di rattoppo impossibile si metta una mano sulla coscienza e ridia la voce agli italiani”. Lo ha detto Ignazio La Russa di FdI, intervenendo in Aula al Senato in discussione generale sul dl Aiuti.
Per Draghi l’unica via percorribile è la fiducia
Il ministro Federico D’Incà ha avuto un confronto con il presidente Mario Draghi il quale ha indicato come unica via percorribile la richiesta di fiducia al Senato sul Dl aiuti. La fiducia sarà posta al termine della discussione generale”. Lo riferiscono fonti governative.
Carelli: i M5s responsabili facciano sentire loro voce
“In queste ore delicate per la politica che potrebbero sfociare in una crisi di governo è importante richiamare tutte le forze politiche ad un comportamento responsabile”. Lo dichiara il deputato Emilio Carelli di Insieme per il futuro. “Non vogliamo essere complici di un piano cinico che rischia di portare il Paese verso il baratro economico”, prosegue Carelli. “Vogliamo invece essere elemento di stabilità proseguendo il percorso intrapreso dal governo Draghi per il bene del Paese e dei cittadini. Ecco perché mi sento di fare appello agli ex colleghi rimasti nel M5s e che non si riconoscono nelle posizioni irresponsabili di chi non vuole votare la fiducia oggi al Senato, di far sentire forte e chiara la loro voce, consapevoli che la posta in gioco non è il dl Aiuti ma il futuro dell’Italia – chiede -. Intanto i primi segnali negativi arrivano dall’economia. Lo spread stamane è in netto rialzo, la Borsa di Milano è la peggiore d’Europa. L’auspicio è che questa maggioranza possa continuare la sua azione”.
Bonino a Lega: stare a governo non è come stare al ristorante
“Ricordo ai colleghi della Lega che Salvini ha dichiarato che d’ora in poi la Lega voterà solo provvedimenti utili all’Italia. Ma perché finora abbiamo votato provvedimenti non utili? Stare al governo non è come stare al ristorante: l’antipasto sì ma il gelato non lo voglio… non è questo il modo di stare al governo”. Lo ha detto Emma Bonino, intervenendo in Aula del Senato, in discussione generale sul decreto Aiuti.
Testor (Lega): bene misure per dare ossigeno famiglie
“L’obiettivo del dl Aiuti è dare ossigeno ad un’economia in difficoltà per ciò avrà il voto favorevole della Lega, seppur sia evidente che le iniziative messe in campo siano misure tampone per salvaguardare la resilienza del Paese. Questo governo è nato per affrontare l’emergenza pandemica e non perdere l’occasione del Pnrr, la situazione poi si è aggravata per i rincari dell’energia ed il conflitto in Ucraina con crisi che stanno mettendo a dura prova la tenuta economica e sociale. Bene quindi le attuali misure a sostegno di famiglie e imprese, che vanno nella direzione auspicata dalla Lega, ma è chiaro che occorre prevererne altri nell’immediato futuro. Serve che la politica guardi oltre il proprio naso e pianifichi con responsabilità, perché gli strumenti per poterlo fare ci sono”. Così in discussione generale sul decreto Aiuti la senatrice Elena Testor della Lega.
Calenda-della Vedova, avanti con Draghi
“La decisione di Conte e del M5s di non votare la fiducia sul decreto aiuti è grave ed irresponsabile, oltre che essere maturata in modo grottesco. Si tratta di una decisione tutta politica, non motivabile con l’attività del governo Draghi e tantomeno con il merito del provvedimento. Più Europa ed Azione sono stati all’opposizione sia del Conte uno che del Conte bis e hanno sempre messo in guardia sul fatto che il M5s rimanesse la forza populista che è sempre stata e su quanto fosse fuori dalla realtà considerarlo un punto di riferimento dei progressisti”. Così Carlo Calenda (Azione) e Benedetto della Vedova (Più Europa), in una dichiarazione congiunta. “Di fronte al danno che la scelta di Conte già sta provocando all’Italia in un momento cruciale segnato dalla guerra di Putin, dalla crisi energetica, dall’inflazione a dalla necessità di completare l’avvio del Pnrr, vogliamo ribadire la nostra stima e fiducia nel confronti di Mario Draghi – concludeono -. Siamo pronti a sostenerlo con ancor maggiore determinazione nel prosieguo della legislatura, convinti come siamo che la sua leadership sul piano interno ed internazionale possa dare molto all’Italia nei prossimi mesi”.
Bonino: situazione schizofrenica, appesi alle scelte di M5s
“Più ascolto più mi sembra di vivere una situazione schizofrenica. Queste fibrillazioni sono incompatibili con i tempi che stiamo vivendo: adesso siamo appesi, come se dovesse parlare Zaratustra, alle decisioni dei colleghi dei 5 stelle”. Lo ha detto Emma Bonino, intervenendo in Aula del Senato in discussione generale sul decreto Aiuti.
Letta: Draghi in Parlamento indichi un percorso possibile
“La cosa più naturale è che il presidente del Consiglio venga in Aula e lì indichi un percorso possibile per i nove mesi che abbiamo davanti e i partiti tutti dicano se questo percorso è convincente oppure no. Quello che si dirà in Parlamento la settimana prossima sarà decisivo”. Il segretario del Pd, Enrico Letta, all’indomani dello ‘strappo’ dei 5s, insiste sulla necessità di una dichiarazione programmatica del premier in Parlamento per capire quale potrebbe essere il percorso dei prossimi mesi.
Dal Mas (FI): appello a Draghi, non favoriamo Putin
“Mi permetto di fare un appello al presidente Draghi che è certamente al momento la personalità più eminente in Europa e che dà lustro all’Italia: non facciamo un favore a Putin agevolando con la caduta del governo italiano il disegno del dittatore russo. Non capisco davvero quale sia il senso di responsabilità che hanno i senatori del M5s. Bisogna dunque trovare una soluzione per una conclusione ordinata della legislatura nell’interesse esclusivo delle famiglie e delle imprese italiane già in grave difficoltà e che lo saranno ancora di più nelle prossime settimane”. Lo ha detto il senatore di Forza Italia Franco Dal Mas, intervenendo in Aula al Senato durante la discussione sul decreto Aiuti.
Lanzi (M5s): chi non ci capisce ignora la sofferenza del Paese
“I partiti che oggi non comprendono la scelta del Movimento 5 Stelle, in realtà forse non hanno ben chiara la sofferenza che c’è nel Paese, fuori dai palazzi. Stiamo attraversando delle emergenze senza precedenti e non ci si può limitare all’ordinaria amministrazione costituita dall’attuazione del PNRR. Per quanto riguarda il fronte progressista, noi ci siamo se questo si dimostra realmente tale e non ancorato a vecchie logiche di palazzo e potere”, ha detto il senatore del Movimento 5 Stelle, Gabriele Lanzi.
Di Maio: c’è il serio rischio di voto anticipato e disastro economico
“Gli sta sfuggendo la situazione di mano, qui si rischia seriamente il voto anticipato. Stanno giocando, ma oggi se perdiamo Mario Draghi rischiamo il disastro economico”. Così Luigi Di Maio, nel suo intervento alla congiunta di ‘Insieme per il futuro’. “Gli effetti della crisi sono devastanti: saltano i fondi del Pnrr, si va in esercizio provvisorio, non si riescono a fare provvedimenti contro il caro bollette e il caro energia, non si riuscirà a introdurre il salario minimo, non si riuscirà a fare il taglio del cuneo fiscale, salta la battaglia per il tetto massimo al prezzo del gas in Ue, si indebolisce l’Italia ai tavoli internazionali”, aggiunge.
Letta: non siamo disponibili a tirare avanti purchessia
“Siamo disponibili alla continuazione di questo governo Draghi, non siamo disponibili a tirare avanti purchessia. Se non ci saranno le condizioni, se altri partiti della maggioranza si sfileranno, allora la parola passerà agli italiani e noi saremo pronti ad andare di fronte agli italiani con le nostre ragioni e il nostro progetto per il futuro dell’Italia”. Così il segretario del Pd Enrico Letta in un punto stampa a Milano, dopo la scelta di Conte di non votare il decreto Aiuti.
D’Incà: Draghi informato su tutti i passaggi della mediazione
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, è in costante contatto con palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è informato di tutti i passaggi. Lo precisano fonti governative. Sulla mediazione in atto per cercare di evitare il voto di fiducia al Senato si è represso il capogruppo di Italia viva, Davide Faraone, criticando il ministro pentastellato, ‘reo’ a suo dire di muoversi senza informare il premier. Questa mattina in Senato il ministro D’Incà ha incontrato i presidenti dei gruppi di maggioranza e ha esposto la possibilità di evitare la fiducia ma con una intesa ‘blindata’ per assicurare la conversione in legge del decreto Aiuti. Si attendono ora le valutazioni di palazzo Chigi.
Letta: serve un chiarimento in Parlamento
“C’è bisogno di un chiarimento politico di fronte al paese, in Parlamento. Quello che per noi è la strada naturale è che si vada in Parlamento ad ascoltare il presidente del consiglio e ogni partito si assuma responsabilità”. Così il segretario del Pd Erico Letta, in un punto stampa a Milano. “E’ in parlamento che si deve capire cosa succede” a questo govenro”. “E’ lì il passaggio chiave” ha concluso.
Letta: la scelta del M5s ci divide
“Quello che e’ successo ieri a Roma e la decisione del M5s di non votare la fiducia al decreto Aiuti cambia lo scenario politico. Prendiamo atto di questa scelta, non è la nostra. E’ una scelta che ci divide. Noi oggi voteremo convintamente la fiducia”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, in un punto stampa a Milano.
D’Incà: no fiducia? Devo fare ultime verifiche
“Devo ancora fare le ultime verifiche, non posso ancora dare questa indicazione”. Così il ministro per i rapporti col Parlamento, Federico D’Incà, in Senato, a chi gli chiede se il voto sul Dl Aiuti si svolgerà senza che il governo ponga la questione di fiducia, ipotesi su cui da questa mattina è in corso una mediazione.
Di Maio: non potevamo essere complici di questo piano cinico
“Non potevamo essere complici di questo piano cinico e opportunista, che trascina il Paese al voto anticipato e al collasso economico e sociale”. Così Luigi Di Maio, parlando, nel corso dell’assemblea congiunta di ‘Insieme per il futuro’, della scelta M5s di non partecipare al voto di fiducia sul decreto Aiuti.
Di Maio: i dirigenti del M5s pianificavano la crisi da mesi
“I dirigenti M5s stavano pianificando da mesi l’apertura di una crisi per mettere fine al governo Draghi”. Così Luigi Di Maio, parlando nel corso dell’assemblea congiunta di Insieme per il Futuro. “Sperano in nove mesi di campagna elettorale per risalire nei sondaggi, ma così condannano solo il Paese al baratro economico e sociale”, prosegue.
Letta: se altri si sfilano siamo pronti per la campagna elettorale
Per il segretario del Pd, Enrico Letta, dopo le dichiarazioni di Conte che non andrà a votare il dl Aiuti, adesso serve la verifica in Parlamento e “quello che verrà detto lì” fa la differenza. Se il percorso non è condiviso con altri partiti della maggioranza “questo vorrà dire che si andrà di fronte agli italiani. E noi siamo pronti a prepararci per questa campagna elettorale”.
Faraone (Iv): è incredibile che D’Incà ‘tratti’ all’insaputa di Draghi
“Trovo veramente incredibile che il ministro dei rapporti con il Parlamento del M5s, all’insaputa del Presidente del Consiglio Draghi, convochi i capigruppo di maggioranza al Senato, per chiedere se sono d’accordo a votare il dl Aiuti senza mettere la fiducia, esaminando i singoli emendamenti e mettendo a rischio più di 24 mld di aiuti agli italiani. Tutto questo solo per evitare che il suo partito diserti il voto di fiducia con le conseguenze naturali che questo gesto comporterà: la crisi di governo”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone. “Mai prendersi le proprie responsabilità, anche quando vogliono far dimenticare più di quattro anni al governo con gli ultimi scampoli di legislatura all’opposizione, senza mollare le poltrone di governo. Non c’è nulla di serio in questo loro comportamento, non c’è niente che coincida con le necessità degli italiani”, aggiunge il capogruppo di Iv.
Trattativa su no fiducia, in corso confronto con Palazzo Chigi
È in corso, secondo quanto si apprende da fonti governative, una interlocuzione con palazzo Chigi sull’ipotesi, su cui il miniostro per i rapporti con il Parlamento Federico d’Incà sta mediando con le forze di maggioranza al Senato, di procedere al voto sul decreto Aiuti senza ricorso alla fiducia. Serve, tuttavia, un accordo ‘blindato’ per fare in modo che il decreto venga convertito entro il 16 luglio. Fondamentale, viene sottolineato, che l’invito a procedere su questa strada arrivi direttamente da palazzo Chigi.
Mediazione in corso, ipotesi voto sul decreto senza fiducia
Via libera definitivo al decreto Aiuti al Senato senza ricorrere al voto di fiducia. Secondo quanto si apprende da autorevoli fonti, sarebbe questo il tentativo che alcuni esponenti di governo starebbero tentando per evitare lo show down. Questa mattina, riferiscono le stesse fonti, il ministro per i rapporti con il Parlamento, il pentastellato Federico D’Incà (che nella assemblea dei parlamentari M5s di ieri sera ha espresso perplessità sulla linea decisa dal Movimento di non partecipare alla fiducia a palazzo Madama) avrebbe avuto un confronto con i capigruppo di maggioranza al Senato, avanzando l’ipotesi di procedere con il voto finale sul dl Aiuti, nello stesso testo licenziato dalla Camera, senza ricorrere al voto di fiducia. Il nodo, tuttavia, sono gli emendamenti presentati al testo, che senza fiducia dovrebbero essere votati e tra le proposte di modifica ve ne sono alcune a firma M5s. Dunque, per procedere al voto senza fiducia, dovrebbe essere raggiunto un accordo ‘blindato’, che assicuri il via libera al decreto prima di dopodomani, pena la decadenza.
Delrio (Pd): c’è bisogno di un governo, l’emergenza non è finita
“Abbiamo bisogno di un governo non di una crisi. Sosteniamo il governo di unità nazionale perché l’emergenza sociale ed economica non è finita ma si è moltiplicata con la guerra. E’ agli italiani che bisogna guardare. E star loro vicino ancora più di prima”. Lo ha scritto su Twitter Graziano Delrio, deputato del Partito Democratico.
Abbiamo bisogno di un governo non di una crisi. Sosteniamo il governo di unità nazionale perché l’emergenza sociale ed economica non è finita ma si è moltiplicata con la guerra. E’ agli italiani che bisogna guardare. E star loro vicino ancora più di prima.
— Graziano Delrio (@graziano_delrio) July 14, 2022
Renzi: dirò cosa penso di crisi voluta da M5s
“Cerco le parole giuste per dire ciò che penso della crisi di governo voluta dai Cinque Stelle. Ci vediamo in diretta Facebook dall’aula del Senato alle 12”. Così il leader di Italia viva Matteo Renzi su Facebook dove posta una foto di un foglio con un incipit di discorso, in vista del dibattito al Senato.
Dl Aiuti: al via la discussione generale nell’Aula del Senato
E’ iniziata nell’Aula del Senato la discussione generale sul decreto Aiuti. Al termine della discussione, il governo porrà la questione di fiducia. A quel punto, si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto sulla fiducia e, quindi, al voto con la chiama per appello nominale. Sono al momento iscritti a parlare in discussione generale 21 senatori. Tra gli interventi previsti figura un solo senatore M5s iscritto a parlare: Marco Pellegrini.
La discussione generale dovrebbe impegnare l’Aula per circa due ore. Il governo dovrebbe quindi porre la fiducia intorno a mezzogiorno. L’esito del voto di fiducia dovrebbe arrivare intorno alle 14,30-15.
Lo spread è in rialzo per le tensioni nel governo
Lo spread tra Btp a 10 anni e omologhi tedeschi si allarga subito dopo l’apertura e sale a 221 punti base dopo un’apertura a 217 punti a causa delle tensioni nel governo e in vista del voto di fiducia sul dl Aiuti al Senato previsto per questa mattina. Il tasso sale al 3,359%. Ieri lo spread aveva chiuso a 208 punti.
Bonaccini (Pd): M5s semplicemente irresponsabile
“Inutile sprecare parole. Se metti a rischio il governo nel mezzo di una pandemia energetica, aggravata dalla guerra, sei semplicemente un irresponsabile. Punto”. Così il presidente dem della Regione Emilia-romagna, Stefano Bonaccini, sui social commenta l’annuncio dell’uscita M5s dall’Aula sul decreto Aiuti
Inutile sprecare parole.
Se metti a rischio il Governo nel mezzo di una pandemia energetica, aggravata dalla guerra, sei semplicemente un irresponsabile. Punto.
— Stefano Bonaccini (@sbonaccini) July 13, 2022
Marcucci (Pd): caro Letta ora basta con i grillini
“Non ho mai capito il M5s, è un mio limite dall’inizio della loro avventura. E conseguentemente non capisco Conte. Mettere in discussione il governo mentre si approva un decreto importante che si chiama per l’appunto Aiuti, alla vigilia di un provvedimento atteso come il salario minimo e l’apertura di un tavolo sociale, va oltre la mia capacità di comprensione. Mi sembra che Conte insegua un discutibilissimo interesse di bottega, con un comportamento non proprio all’altezza di un ex presidente del Consiglio”. Così il senatore Pd Andrea Marcucci in un’intervista al quotidiano ‘L’identità’. “Nell’alleanza elettorale – continua – metterei chi aderisce ad un programma europeista, riformista e che assume l’eredità dell’agenda dell’attuale governo. Per me si deve cominciare da Calenda, Renzi, Sala, se deciderà di darci una mano, Di Maio, se sarà interessato, le liste civiche, gli ecologisti”.
Mulè: Conte porta Italia verso tragica instabilità
“Bisognerebbe consultare i tarocchi, ma la versione nata a Firenze nel XV secolo: il nome del gioco è le minchiate. Peccato che qui sia in ballo il destino dell’Italia, se esce la luna nera il Paese va a rotoli”. Così il sottosegretario forzista alla Difesa Giorgio Mulè, intervistato da ‘Repubblica’ sull’uscita dall’Aula di M5s durante il voto di fiducia al decreto Aiuti. “Ho l’impressione che” Giuseppe Conte stia “infilando tutti noi, intesi come cittadini, in un cul de sac”, prosegue. Non può “fare il servo di due padroni. Se sei al governo devi starci al 100 per cento. O dentro o fuori”, aggiunge. “Non votare il decreto Aiuti al Senato sarebbe un atto di irresponsabilità che condurrebbe l’Italia a una tragica fase di instabilità”.
Toti: M5s irresponsabile, avanti con Draghi anche senza
“I Cinque Stelle si dimostrano un partito irresponsabile. I nostri parlamentari hanno sempre sostenuto il Governo pur senza farne parte, per senso di responsabilità. Ora avanti con Draghi anche senza Cinque Stelle. Anzi… forse è pure meglio!”, così scrive il presidente della Liguria e di Italia al Centro Giovanni Toti sui suoi social.
Conte: da noi sempre leale spirito di collaborazione
“Abbiamo lavorato con leale spirito di collaborazione accettando diverse soluzioni e proponendo alternative tutte ragionevoli e tutte rifiutate”. Lo ha detto, secondo quanto si apprendente, il presidente di M5s Giuseppe Conte al termine dell’assemblea dei parlamentari nella quale ha annunciato ufficialmente che tra poche ore il Movimento sarà sull’Aventino quando si voterà la fiducia al dl Aiuti, per cui non parteciperà al voto.
Conte: responsabili anche nei momenti difficili
Il M5s ha dimostrato di essere una “comunità che sa affrontare i momenti difficili con senso di responsabilità”. Una comunità che sa “confrontarsi senza nascondersi anche le diversità di opinioni al suo interno” e che ha “un senso di condivisione importante”. Lo avrebbe detto il presidente di M5s Giuseppe Conte.
Critico Crippa, una scelta che non verrà capita
Critico Davide Crippa, capogruppo M5s alla Camera, sulla decisione di andare sull’Aventino per il dl Aiuti su cui il Senato dovrà votare la fiducia tra poche ore. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, Crippa avrebbe detto che questi gesto avrà conseguenze politiche che non verranno capite.
Conte: non buon metodo portare in Consiglio dei ministri testi senza confronto
“Non è un buon metodo portare in Cdm testi senza preventivi confronti”. Lo avrebbe detto il presidente del M5s Giuseppe Conte ai parlamentari in chiusura dell’assemblea congiunta e avrebbe anche premesso che la dialettica politica non può essere accantonata altrimenti “rischi di non affrontare in via preventiva i nodi politici e quindi di scaricarli” sul Parlamento.
Conte: fibrillazione? Da chi ha creato nuovo gruppo
Se si vuole “ragionare” di “fibrillazioni” del Governo, “forse il primo passaggio in tempi recenti è di chi ha deciso di creare un nuovo gruppo”. Lo ha detto, secondo quanto apprende l’AGI, il presidente di M5s Giuseppe Conte nel suo intervento di replica durante l’assemblea dei parlamentari pentastellati. Si parla di crisi, di emergenza, avrebbe sottolineato ancora Conte, ma “hanno interpretato questo momento politico per creare una nuova forza”. Una scelta “legittima” ma che non lascia mai “politicamente indifferente”, avrebbe detto ancora Conte.
