
AGI – “Giovedì scorso ho rassegnato le dimissioni. Questa decisione è arrivata perché è venuta meno la maggioranza di unità nazionale. Il presidente della Repubblica ha respinto le dimissioni e mi ha chiesto di informare il Parlamento della mia decisione”. Lo ha detto il premier Mario Draghi intervenendo nell’Aula del Senato.
Nello scorso febbraio “tutti i principali partiti decisero di rispondere” all’appello di un governo di alto profilo, “feci un appello allo spirito repubblicano”, ricorda il premier. “A lungo le forze di maggioranza hanno saputo mettere da parte le divisioni per il bene del Paese”, sottolinea il premier, “l’unita’ nazionale è stata la miglior garanzia” del governo e della sua efficacia.
“In questi mesi, l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia. Ritengo che un presidente del Consiglio che non si e’ mai presentato davanti agli elettori debba avere in Parlamento il sostegno piu’ ampio possibile”, ha sostenuto il premier
Sospesa la seduta in Senato. Il dibattito riprende alle 11
Terminate le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi, la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha sospeso la seduta dell’Aula per permettere che il discorso del premier sia depositato alla Camera dei deputati. I lavori riprenderanno alle ore 11 con la discussione generale.
Draghi ai senatori: siete pronti a un patto sincero e concreto?
“Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi, e che poi si è affievolito? Siamo qui, in quest’aula, oggi, a questo punto della discussione, perché e solo perché gli italiani lo hanno chiesto.
Questa risposta a queste domande non la dovete dare a me, ma la dovete dare a tutti gli italiani”. Con queste parole il premier Mario Draghi ha concluso il suo intervento al Senato.
Draghi, pressioni su ulteriore indebitamento
“Le richieste di ulteriore indebitamento si sono fatte più forti proprio quando maggiore era il bisogno di attenzione alla sostenibilità del debito” ha detto il premier ricordando le pressioni sul governo delle ultime settimane.
Applausi in Senato per l'”orgoglio” di Draghi, ma i M5s restano in silenzio
L’Aula del Senato ha accolto con un lungo applauso la frase del premier Mario Draghi che, ricordando le emergenze affrontate in questi mesi, ha detto: “Mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano”. Gli unici che non hanno applaudito il premier sono stati i senatori del Movimento 5 stelle.
Draghi: si è registrato un progressivo sfarinamento della maggioranza
“Purtroppo, con il passare dei mesi, a questa domanda di coesione che arrivava dai cittadini le forze politiche hanno opposto un crescente desiderio di distinguo e divisione. Le riforme del Consiglio Superiore della Magistratura, del catasto, delle concessioni balneari hanno mostrato un progressivo sfarinamento della maggioranza sull’agenda di modernizzazione del Paese” ha detto il premier Mario Draghi.
Draghi: sono orgoglioso di essere italiano. L’Italia è forte quando è unita
“Gli italiani hanno sostenuto a loro volta questo miracolo civile, e sono diventati i veri protagonisti delle politiche che di volta in volta mettevamo in campo. Penso al rispetto paziente delle restrizioni per frenare la pandemia, alla straordinaria partecipazione alla campagna di vaccinazione. Penso all’accoglienza spontanea offerta ai profughi ucraini, accolti nelle case e nelle scuole con affetto e solidarietà. Penso al coinvolgimento delle comunità locali al Pnrr, che lo ha reso il più grande progetto di trasformazione dal basso della storia recente”. Così il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato. “Mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano”, ha affermato il premier. “L’Italia è forte quando sa essere unita”, ha osservato.
Draghi: abbiamo raggiunto risultati impensabili grazie al Parlamento
“Con il forte appoggio parlamentare della maggioranza e dell’opposizione, abbiamo reagito con assoluta fermezza all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La condanna delle atrocità russe e il pieno sostegno all’Ucraina hanno mostrato come l’Italia possa e debba avere un ruolo guida all’interno dell’Unione Europea e del G7. Allo stesso tempo, non abbiamo mai cessato la nostra ricerca della pace – una pace che deve essere accettabile per l’Ucraina, sostenibile, duratura”. Cosi’ il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato. “Siamo stati tra i primi a impegnarci perché Russia e Ucraina potessero lavorare insieme per evitare una catastrofe alimentare, e allo stesso tempo aprire uno spiraglio negoziale. I progressi che si sono registrati la settimana scorsa in Turchia sono incoraggianti, e auspichiamo possano essere consolidati” ha aggiunto. “Ci siamo mossi con grande celerita’ per superare l’inaccettabile dipendenza energetica dalla Russia – conseguenza di decenni di scelte miopi e pericolose.
In pochi mesi, abbiamo ridotto le nostre importazioni di gas russo dal 40% a meno del 25% del totale e intendiamo azzerarle entro un anno e mezzo”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.
“È un risultato che sembrava impensabile, che dà tranquillità per il futuro all’industria e alle famiglie, rafforza la nostra sicurezza nazionale, la nostra credibilità nel mondo. Abbiamo accelerato, con semplificazioni profonde e massicci investimenti, sul fronte delle energie rinnovabili, per difendere l’ambiente, aumentare la nostra indipendenza energetica. E siamo intervenuti con determinazione per proteggere cittadini e imprese dalle conseguenze della crisi energetica, con particolare attenzione ai più deboli.
Abbiamo stanziato 33 miliardi in poco più di un anno, quasi due punti percentuali di PIL, nonostante i nostri margini di finanza pubblica fossero ristretti. Lo abbiamo potuto fare grazie a una ritrovata credibilita’ collettiva, che ha contenuto l’aumento del costo del debito anche in una fase di rialzo dei tassi d’interesse – ha aggiunto Draghi .
“Il merito di questi risultati è stato vostro – della vostra disponibilità a mettere da parte le differenze e lavorare per il bene del Paese, con pari dignità, nel rispetto reciproco. La vostra è stata la migliore risposta all’appello dello scorso febbraio del Presidente della Repubblica e alla richiesta di serietà, al bisogno di protezione, alle preoccupazioni per il futuro che arrivano dai cittadini”, ha concluso Draghi.
Draghi: un premier non eletto deve avere il massimo sostegno in Aula
“In questi mesi, l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia”. Cosi’ il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato. “Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere in Parlamento il sostegno più ampio possibile”, ha sostenuto il premier. “Questo presupposto è ancora più importante in un contesto di emergenza, in cui il Governo deve prendere decisioni che incidono profondamente sulla vita degli italiani. L’amplissimo consenso di cui il Governo ha goduto in Parlamento ha permesso di avere quella ‘tempestività’ nelle decisioni che il presidente della Repubblica aveva richiesto. A lungo le forze della maggioranza – ha notato Draghi – hanno saputo mettere da parte le divisioni e convergere con senso dello Stato e generosità verso interventi rapidi ed efficaci, per il bene di tutti i cittadini”.
Draghi: nelle prossime settimane ulteriori 21 miliardi dal Pnrr
Draghi: serve un sostegno ampio, non sono stato eletto
Draghi: ho condiviso rinvio a Camere di Mattarella
Al via seduta Senato con comunicazioni Draghi
Sono cominciate, nell’Aula del Senato, le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. Al termine dell’intervento del premier ci sarà una sospensione per permettere che il discorso sia depositato alla Camera dei deputati. Le ore di discussione generale, secondo l’ipotesi della capigruppo, dovrebbero essere cinque, con repliche fino alle 16:30. La prima chiama dovrebbe tenersi alle 18:30.
Renzi, penso che finirà bene
“Penso che finirà bene. Vediamo la tempistica”. Lo ha detto il leader di Italia viva Matteo Renzi, arrivando al Senato per assistere alle comunicazioni del premier Mario Draghi.
Draghi da palazzo Chigi si reca al Senato
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha lasciato palazzo Chigi per recarsi al Senato.
Conte in Senato, seguirà Draghi dagli uffici del M5s
Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è in Senato. L’ex premier seguirà le comunicazioni di Mario Draghi dagli uffici del gruppo pentastellato di Palazzo Madama.
Toti, chi si oppone pagherà un prezzo molto alto
“Comunque vada, questa crisi da drammatica sta diventando ridicola, chi eventualmente si incaricherà di staccare la spina sta facendo male i suoi conti. Perché pagherà un prezzo molto alto”. Lo dice Giovanni Toti al Corriere della Sera. “Nel Paese c’è voglia di stabilitò, di programmazione, di provvedimenti per le famiglie e le imprese con un governo stabile. Questo governo era nato per affrontare l’emergenza pandemica, quella economica e il Pnrr. Ora si è aggiunta la guerra e la crisi energetica: può mai esserci un momento peggiore per staccare la spina al governo? È inspiegabile. Ma se il M5S è rimasto quel partito anti-sistema, arruffapopolo, non ci si possono aspettare comportamenti irresponsabili dalle forze che invece hanno cultura di governo”, aggiunge il governatore ligure. “Comunque finisca, sarà il passaggio per arrivare davvero alla Terza Repubblica: può nascerne un fronte della responsabilità e uno del richiamo della foresta, del populismo, del mero qui e ora”, spiega Toti.
