
AGI – Il nodo sarà sciolto molto probabilmente già oggi: quando in serata i presidenti della Camera e del Senato lasceranno il Quirinale dopo aver incontrato il presidente della Repubblica, si avrà già chiaro il quadro dei prossimi passaggi istituzionali che porteranno alle elezioni anticipate.
Subito dopo anche Mario Draghi tornerà al Colle ma solo per controfirmare il decreto presidenziale di scioglimento delle Camere. La data su cui si sta ragionando è circoscritta al momento al mese di settembre e le ipotesi sono le domeniche 18 o 25, ma ci sono ancora dettagli da definire, come la valutazione sulla tempistica del voto degli italiani all’estero.
Quello che pare quasi certo è che la sala stampa del Quirinale sarà aperta nel tardo pomeriggio e questo fa ipotizzare che Sergio Mattarella voglia spiegare la sua scelta di sciogliere anticipatamente le Camere e forse anche qualche passaggio complicato di questi giorni.
Tajani, ho detto a Draghi che sosterremo le misure per il Pnrr
“L’ho ribadito anche oggi a Mario Draghi che noi sosterremo l’azione di governo anche in questa fase di transizione per quanto riguarda le misure necessarie per ottenere i benefici del Pnrr” ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, a ‘Rainews’.
Di Maio, non credo che salveremo il Pnrr
“Prima si fanno le elezioni meglio è perché almeno cerchiamo di salvare la legge di bilancio, non credo salveremo il Pnrr perché le riforme non si potranno fare, ma allo stesso tempo dobbiamo provare a salvare la legge di Bilancio ed evitare l’esercizio provvisorio” ha detto Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, incontrando i cronisti.
Di Maio, da Conte e Salvini un colpo all’agenda di governo
“Dopo aver assicurato sostegno a Draghi, Conte e Salvini hanno deciso di voler colpire l’agenda riformatrice del governo in un memento in cui stiamo vivendo una situazione inedita dal punto di vista economico, sociale, energetico e per la guerra in Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, incontrando i cronisti fuori Montecitorio.
Zelensky “convinto che il supporto del popolo italiano continuerà”
“Continueremo a lavorare per rafforzare la cooperazione Ucraina-Italia. Sono convinto che il supporto attivo del popolo italiano all’Ucraina continuerà!”. Lo ha scritto su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla luce delle dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi.
Sincerely grateful to #MarioDraghi for unwavering support to in fighting against Russian aggression & defending common European values – democracy & freedom. We’ll keep working to boost – cooperation. I’m convinced that the active support of people for will continue!
— Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) July 21, 2022
Letta, l’unità è stata il valore aggiunto del Pd
“Fino ad ora l’unità è stata il nostro valore aggiunto e dovrà continuare. Gli organi del partito saranno riuniti. La discussione avvenga in quegli organi e non sui giornali. Decideremo della conformazione della nostra proposta sul progetto, sul programma”. Lo ha detto Enrico Lettaalla segreteria nazionale del Pd.
Salvini, basta con la follia del M5s e i giochini del Pd. Ora al voto
“Basta con la follia dei 5 stelle e con i giochini di potere del Pd: ora scelgano gli italiani” ha twittato il segretario leghista Matteo Salvini.
Basta con la follia dei 5Stelle e con i giochini di potere del Pd: ora scelgano gli italiani. pic.twitter.com/ZIhnCtRokt
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) July 21, 2022
Stasera Consiglio dei Ministri per definire il disbrigo degli affari correnti
Il Consiglio dei Ministri dovrebbe riunirsi questa sera per definire il perimetro del disbrigo degli affari correnti che attende il Governo dimissionario di Mario Draghi. Il Cdm si aprirà dopo che i Presidenti delle Camere saranno stati ricevuti al Quirinale, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione sullo scioglimento della diciottesima legislatura.
Esponenti della maggioranza ipotizzano anche un’approvazione in extremis del ddl concorrenza, stralciando l’articolo 10 sui taxi. Questo per salvagurdare il Pnrr.
Fico comunica all’Aula le dimissioni di Draghi
Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha comunicato all’Aula di aver ricevuto dal presidente del Consiglio una lettera in cui Mario Draghi annuncia di aver reiterato le sue dimissioni al Capo dello Stato. Successivamente Fico ha convocato la conferenza dei capigruppo per le ore 13. La seduta è stata sospesa fino al termine della riunione.
Grillo: Conte ha fatto bene, Draghi ci ha fatto del male
Beppe Grillo ieri ha sentito, secondo quanto si apprende, più volte il presidente M5s Giuseppe Conte. Ma anche altri ‘big’ pentastellati. Il garante nelle sue interlocuzioni, apprende l’AGI, avrebbe appoggiato la scelta del Movimento 5 stelle di non partecipare al voto sulla risoluzione presentata dal senatore Casini.
Brunetta lascia Forza Italia
Renato Brunetta dice addio a Forza Italia. La decisione di non votare la fiducia al governo Draghi, ha convinto il ministro della Pubblica amministrazione a uscire dal partito. “Non sono io che lascio – precisa in una nota – ma è Forza Italia, o meglio quel che ne è rimasto, che ha lasciato se stessa e ha rinnegato la sua storia”. Poi spiega i motivi della decisione: “Non votando la fiducia a Mario Draghi, il mio partito ha deviato dai valori fondanti della sua cultura: l’europeismo, l’atlantismo, il liberalismo, l’economia sociale di mercato, l’equità. I cardini della storia gloriosa del Partito popolare europeo, a cui mi onoro di essere iscritto, integralmente recepiti nell’agenda Draghi e nel pragmatismo visionario del Pnrr”. Brunetta si dice poi “fiero di aver servito l’Italia da ministro di questo Governo”.
Renzi, il Paese pagherà l’errore, mandiamo a casa populisti
“L’Italia pagherà il conto di questo errore. Lo pagheranno le famiglie, la classe media, le piccole imprese, i lavoratori”. Lo scrive Matteo Renzi in una lettera inviata ai firmatari della petizione ‘Draghi rimanga a palazzo Chigi’, che il leader di Italia viva aveva avviato nei giorni scorsi nel tentativo di evitare la crisi di governo. “Purtroppo non è bastato. L’assurda e surreale crisi di governo voluta dal Movimento 5 Stelle e Giuseppe Conte si e’ conclusa con le dimissioni di Draghi. E nello sfascio ha giocato un ruolo decisivo anche la decisione di Lega e Forza Italia di accordarsi ai grillini: Salvini e Berlusconi sono corresponsabili di questo tragico autogol”, prosegue. Renzi si dice orgolgioso “di aver portato Draghi a Palazzo Chigi mandando a casa Conte un anno e mezzo fa. Credo di aver fatto il bene del mio Paese quando mi sono preso gli insulti di tanti che mi accusavano di essere un irresponsabile”.
Italia al Centro riunisce la direzione nazionale
“Italia al Centro”, il partito guidato da Giovanni Toti, ha convocato per questo pomeriggio la propria direzione nazionale, alla presenza del presidente Toti, del coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, dei parlamentari, dei coordinatori regionali e dei dirigenti membri dell’organismo. All’ordine del giorno, l’organizzazione del partito e l’analisi della situazione politica dopo le dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi, al quale “Italia al Centro” aveva rinnovato la propria fiducia nel voto parlamentare.
Draghi alla Camera per incontrare Fico
Il Presidente del Consiglio dimissionario, Mario Draghi, si è recato a Montecitorio per incontrare il Presidente della Camera Roberto Fico.
Conte alla Camera per l’assemblea del gruppo M5s
Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, è arrivato alla Camera per l’assemblea del gruppi parlamentare, dopo le dimissioni del premier Mario Draghi.
Mattarella riceverà nel pomeriggio Fico e Casellati
Mattarella, riceverà nel pomeriggio al Palazzo del Quirinale i Presidenti delle Camere. L’articolo 88 della Carta citato dalla nota del Quirinale prevede che “il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse”.
Casellati, a quanto si apprende da fonti parlamentari, salirà al Quirinale alle 16,30, mentre il presidente della Camera Roberto Fico salirà alle 17.
Draghi è rientrato a Palazzo Chigi
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo avere incontrato la Presidente del Senato Casellati a palazzo Giustiniani, è rientrato a palazzo Chigi.
Lo spread corre dopo le dimissioni e sale del 3,7%
Dopo un leggero ripiegamento, lo spread ritorna a quota 241 punti, allo stesso livello dell’apertura di seduta. Si tratta di un balzo di 20 punti rispetto alla chiusura di ieri, ed è dovuto all’incertezza della situazione politica dopo le dimissioni del premier Mario Draghi. Ora anche il tasso di rendimento è in grande ascesa e segna 3,685%, in aumento di oltre 6 punti percentuali. Gli investitori attendono di conoscere i dettagli dello scudo anti-spread che dovrebbe fornire oggi la Bce.
Tajani: Draghi ha scelto il Pd
“Abbiamo chiesto a Draghi di rimanere alla guida del Governo, ma senza il M5S, in sintonia con quanto lui ha deciso di fare salendo al Quirinale per dimettersi dopo che il M5S non aveva votato la fiducia al Governo sul Decreto aiuti. Draghi si è dimesso perché il M5S non gli aveva dato la fiducia, noi abbiamo detto che se uno non dà la fiducia in un momento così complicato vuol dire che è fuori dal governo”. Lo ha detto Antonio Tajani a Rtl 102.5 questa mattina durante la trasmissione “Non stop news”. “Non abbiamo mai chiesto a Draghi di dimettersi. È stata una sua scelta, l’abbiamo sostenuto dicendo: rimani in sella senza i grillini”, ha affermato.
“Ieri siamo rimasti stupiti dalla scelta di Mario Draghi di mettere la fiducia su una risoluzione presentata dal senatore Casini. Noi avevamo detto che non avremmo mai votato un documento diverso del nostro, la scelta è stata quella di sostenere un documento di un senatore del Pd. In quel momento ha scelto il Pd e non una forza che è il centrodestra per andare avanti”, ha concluso.
La Borsa di Milano in pesante calo
Titoli bancari in sofferenza a Milano sulla scorta delle incertezze dello scenario politico italiano e il netto innalzamento dello spread tra i decennali Btp e gli omologhi tedeschi. A pochi minuti dall’apertura delle contrattazioni tutti i titoli bancari registrano pesanti cali con Unicredit che perde il 4,65%, Bper Banca a -4,34%, Fineco a -3,97%. Male anche Intesa a -4,02% e Banca Generali a -3,49%. Peggio solo Poste Italiane che in questo momento registra una perdita di oltre 5 punti percentuali a -5,43%.
