
AGI – Prima uscita pubblica dopo la vittoria elettorale per Giorgia Meloni che è arrivata, accolta dagli applausi, al Villaggio di Coldiretti al Castello Sforzesco di Milano per il suo intervento. Rigido il protocollo di sicurezza con l’ingresso al cortile del Castello transennato per evitare un contatto ravvicinato tra i giornalisti e la leader di Fratelli d’Italia che ha esordito parlando del rilancio dell’interesse nazionale in Europa.”La cultura dell’Italia deve tornare a partire dalla difesa del suo interesse nazionale per trovare soluzioni comuni” ha detto, “È qualcosa che cambierà nei prossimi mesi. Non vuol dire avere un approccio negativo verso gli altri, ma positivo verso sé stessi”.
Meloni ha pountato il dito contro quanti la accusano di populismo. “Quelli che oggi hanno letto i giornali avranno dovuto fare i conti con il fatto che quando qualcuno in questa nazione segnalava che ‘in Europa si parte dalla difesa degli interessi nazionali per arrivare a soluzioni comuni’ non lo facevamo perché eravamo populisti, ma lucidi”, ha evidenziato.
“Se saremo chiamati a governare, ci siamo dati anche come obiettivo quello di restituire a questa nazione una strategia industriale che non ha avuto negli ultimi tempi”. Una strategia – ha aggiunto – che “non può prescindere dagli elementi che sono più identificativi del nostro sistema produttivo. Tra gli elementi sui quali noi siamo molto più competitivi di tutti gli altri e dai quali non possiamo prescindere c’è ovviamente il tema dell’eccellenza del prodotto, del marchio e segnatamente del comparto agroalimentare”.
“Siamo in un momento molto particolare per il nostro sistema produttivo e particolarmente difficile per il sistema agroalimentare. Noi abbiamo fatto una campagna elettorale dicendo che ci saremmo dati come grande obiettivo quello di modificare il rapporto tra Stato e cittadini e quello tra Stato e imprese”.
Perché ha aspettato a parlare
“In questi giorni ho scelto di limitare le uscite pubbliche per dedicarmi anima e corpo ai dossier che sono più urgenti. Se saremo chiamati a governare, abbiamo in mente di dare risposte immediate ed efficaci alla nostra nazione” ha detto Meloni, “A partire dal caro energia, io sono in costante contatto con il governo che è impegnato in una trattativa molto complessa per cercare soluzioni a livello europeo. Se pensiamo a livello nazionale di poter continuare a compensare i costi di bollette per regalare soldi alla speculazione facciamo un errore”, ha rimarcato.
Da premier in pectore, ha promesso agli agricoltori che lo Stato si muoverà nel rapporto con le imprese all’insegna del principio “non disturbare”. “Sono qui per dare questo messaggio – sono state le parole, applaudite, di Meloni – Abbiamo detto in campagna elettorale che un nostro grande obbiettivo era modificare il rapporto tra lo Stato e i cittadini e lo Stato e le imprese. La nostra bussola è un concetto molto semplice: non disturbare chi vuole fare, chi vuole produrre ricchezza, chi vuole lavorare. Usciamo da una legislatura nella quale si è detto che la povertà si poteva abolire con un decreto, che la ricchezza si faceva con un decreto. La ricchezza in questa Nazione la fanno le aziende con i loro lavoratori”.
Prima di parlare a Milano, la leader di Fratelli d’Italia ha incontrato Silvio Berlusconi in un colloquio” che si è svolto in un clima di grande collaborazione e unità di intenti, i due leader hanno ribadito la soddisfazione per l’affermazione del centrodestra alle elezioni politiche e hanno fatto il punto sull’attuale situazione politica”.
