Guerra dei Tottis, atto primo. Il round iniziale tra Ilary Blasi e Francesco Totti riguarda la cabina armadio e gli orologi – non la separazione – è al primo appuntamento ufficiale, quello giudiziario. Il 14 ottobre, a Roma, si è svolta la prima udienza della causa avviata da Ilary Blasi il 12 settembre scorso per riavere indietro il suo guardaroba, oltre 100 paia di scarpe (più di tre fogli con l’elenco delle marche), la collezione delle borse firmate Chanel, Gucci ed Hermes e alcuni gioielli, cinque, sei braccialetti e altrettanti anelli spariti dalla villa dell’Eur mentre lei era in vacanza con Croazia con Isabel. Ilary ha anche chiesto di riavere indietro la piccola utilitaria di famiglia, la Smart, che ha sempre usato lei e della quale sono sparite le chiavi (la Smart che appare in questi giorni nei suoi post di Instagram è un’altra) – foto | video
“Ilary Blasi mi ha pagato 75 mila euro per pedinare Francesco Totti” – guarda
GUARDAROBA E ROLEX… – Di fronte al giudice Francesco Frettoni della settima sezione civile del Tribunale di Roma, non si sono presentati i due contendenti, Ilary e Francesco, ma i loro legali, Alessandro Simeone per lei, Antonio Conte e Annamaria Bernardini de Pace per lui. «Oggi non c’era nessuno e non è successo niente. Questa è la causa di Ilary che rivuole le sue borse pur non restituendo i Rolex e il giudice si è riservato di decidere in data da destinarsi», ha detto la celebre matrimonialista. Oggi anche l’ex capitano ha deciso di fare la prima mossa ufficiale e di chiedere al giudice di riavere i famosi Rolex che Ilary aveva preso questa estate dalla cassetta di sicurezza in banca.
LO SCAMBIO – Questo primo confronto tra la presentatrice e l’ex campione, al momento, è iniziato e finito con un rinvio a data da definirsi perché il giudice si è riservato di decidere come proseguire. Potrebbe proporre un semplice scambio, come vorrebbe Totti. Ma difficilmente Ilary accetterà. In alternativa, si potrebbe aprire un procedimento in cui l’ex numero 10 sarà chiamato a dimostrare di aver acquistato con i suoi soldi i famosi orologi (si parla di un valore di milioni di euro) e se ci riuscirà, la Blasi a quel punto dovrà provare a sua volta che le sono stati regalati o che, comunque, sono sempre stati in suo possesso. Nel frattempo, la ricerca di un accordo per la separazione consensuale è sospeso: il tavolo delle trattative si è interrotto ed è calato il silenzio. Segno che si stanno affilando le armi per una separazione giudiziale? Probabile, ma non scontato. Preparare un ricorso è un lavoro che richiede mesi. E di certo sulla scelta legale della “giudiziale o consensuale” avrà un peso specifico determinante l’esito di questo primo litigiosissimo confronto.
Cristina Rogledi
