Anna Bonamigo e Adriano Panatta si sono conosciuti a Capri nel 2013, ma solamente nel 2020 sono convolati a nozze. La decisione di sposarsi è maturata durante il primo lockdown e la cerimonia civile si è celebrata al municipio di Ca’ Farsetti a Venezia, con un rito intimo e privato. La coppia torna a parlare del loro amore, nato in tarda età, in un’intervista al Corriere della sera – foto | video
Adriano Panatta e Anna Bonamigo, matrimonio romantico a Venezia – guarda
GLI INIZI DELL’AMORE – Lei avvocato civilista, lui ex tennista, per qualcuno sono la coppia più bella di Treviso dove lui, romano di Roma, si è trasferito per amore. I due si sono ritrovati a Capri nel 2013 e Bonamigo racconta così quel momento: “Me lo ricordavo rigido, quell’anno lo trovo ammorbidito ma non succede nulla. Torno a Treviso, mi chiama: devo organizzare lì una cosa di tennis, mi prendi appuntamento col sindaco? Lo accolgo, lo porto in giro, chiacchieriamo. Iniziamo a sentirci. Un giorno, rivedendolo, mi accorgo che gli si è acceso l’occhietto. Inizia a corteggiarmi”. Da lì nasce una passione che li porterà a stare insieme per i successivi nove anni.
QUALCHE DUBBIO, MA POCHI – “Ci siamo risposati da molto adulti, ciascuno dopo un primo divorzio. Lui a 70 anni suonati, io qualcuno in meno. Non abbiamo mai smesso di credere nell’istituzione matrimonio, avevamo ancora voglia di sentirci una famiglia. Il nostro è un amore maturo ma allegro, continuiamo a stupirci ogni giorno”. E sul fatto di aver avuto qualche ansia prima di imbarcarsi in questa relazione, lei risponde: “Mille dubbi! Ero titubante. Il passato sportivo, la fama da sciupafemmine…”.
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LA PROPOSTA DI MATRIMONIO – È stata tradizionale: “Un biglietto che accompagnava un mazzo di rose il 29 gennaio, giorno del mio compleanno: auguri, amore, vuoi sposarmi? Post scriptum: solo se te la senti, eh”. Il matrimonio racconta l’ex tennista è stato un giorno speciale. “Per la prima volta in vita mia sono riuscito a riunire nella stessa stanza i miei tre figli, i miei due nipoti e i miei due fratelli. E poi è successa una cosa buffa. Fumavo fuori da Ca’ Farsetti, aspettandoti. Passa una coppia di giovani sposini, lei stupenda, aria mediorientale. Famo a cambio? ho chiesto al marito. Abbiamo riso come scemi. Poi sei arrivata tu, bellissima. E ho capitolato”.
