Pietro Maso, a 31 anni dall’omicidio dei genitori: “Mi piacerebbe dir loro ‘ti voglio bene’”
L’intervista nella trasmissione di Rai 1 “Cronache criminali”
“Mi sarebbe piaciuto prendere le mani di mio papà e dire ‘ti voglio bene’, o quelle di mia mamma, però non ci sono mai riuscito. Ed è una cosa per cui oggi soffro. E mi manca la possibilità di dire ai miei genitori che ho bisogno di loro. Perché la vita è difficile e avrei bisogno anche io di essere confortato…e di dare i miei valori, i miei sentimenti, le mie emozioni ai miei genitori. Umanamente mi mancano, perché vorrei il contatto fisico, però spiritualmente mi sono vicini e questo è già molto per me”. Così Pietro Maso nella trasmissione di Rai 1 “Cronache criminali” in onda lunedì 14 novembre, che a 31 anni di distanza la torna sull’episodio, intervistando l’uomo ormai 54enne.
Nella trasmissione, Giancarlo De Cataldo ripercorre l’efferato omicidio avvenuto a Montecchia di Crosara, in provincia di Verona. Lo scrittore e sceneggiatore, già magistrato, conduce gli spettatori dentro quella storia e dentro quel tempo, per comprenderne meglio i contorni, fotografandone la cornice sociale, di costume e politica, ma anche quella relazionale nella quale è maturata. Una storia che è subito diventata “televisiva”, non solo per come la tv si è interessata al caso, ma anche per il ruolo che ha avuto nella “formazione” di Pietro, che vuole vivere la vita di Sonny Crockett, il protagonista di Miami Vice (interpretato da Don Johnson), bello, glamour e a bordo di una Ferrari. I miti imperanti dell’epoca, del resto, sono il successo, il denaro, i beni materiali.
In “Cronache Criminali”, attraverso il documentario scritto da Flavia Triggiani e Marina Loi, è proprio Pietro Maso a raccontare, in quella che ha dichiarato essere la sua ultima intervista, la sua infanzia difficile, la gioventù priva di ideali e la sua rinascita, iniziata in carcere anche con l’aiuto della fede. Un uomo ben diverso dal giovane sprezzante e spavaldo che tutti hanno visto nelle immagini del processo. Un uomo che oggi chiede di essere dimenticato per il suo passato drammatico e che, nel suo percorso di riqualificazione, ha deciso di dedicare la sua vita ad aiutare i carcerati a reinserirsi nella società.
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