(ANSA) – COSENZA, 30 NOV – “Quel sabato mattina era normale,
nel pomeriggio ricevette una telefonata che lo stranì ma non
conosco il contenuto della conversazione”. A dirlo l’ex
calciatore Michele Padovano, sentito oggi nel processo a carico
di Isabella Internò, accusata dell’omicidio dell’ex fidanzato,
il calciatore del Cosenza Donato “Denis” Bergamini, morto il 18
novembre 1989 sulla statale 106 all’altezza di Roseto Capo
Spulico.
    Padovano era stato compagno di squadra di Denis. “Sono
arrivato a Cosenza nel 1986 – ha detto – e avevo un rapporto
meraviglioso con Denis, un vero professionista che mi ha
insegnato tanto. Era un ragazzo solare, tranquillo e riservato,
dedito alla professione. Quando andammo a vivere insieme, Denis
e Isabella si erano lasciati. Denis non voleva stare con la
Internò nonostante le piacesse molto. Mi disse che la Internò
ebbe rapporti con un altro giocatore. Mi raccontò un mese prima
di morire dell’aborto in Inghilterra legandolo alla visita che
mi fece a Torino, spiegandomi che quando venne a trovarmi, lui e
Isabella stavano proprio rientrando dopo l’aborto”.
    Oggi è stata sentita anche Maria Lucia Cosentino ex moglie di
Francesco Forte, il secondo camionista giunto sul luogo
dell’incidente nel 1989. In aula sono state fatte ascoltare
intercettazioni di conversazioni telefoniche tra gli ex coniugi
dalle quali si evince che Forte chiese alla donna di parlare con
un avvocato della possibilità di denunciare una parente per
averlo coinvolto. Forte infatti, secondo quanto ricostruito,
avrebbe detto di essere stato presente sul luogo dell’incidente
durante una cena solo nel 2013 ad una parente mentre in tv si
parlava del caso Bergamini e che quest’ultima avrebbe messo in
contatto il parente con Donata Bergamini, sorella di Denis. La
testimonianza di Forte nel corso del processo è stata più volte
messa in discussione a causa di alcune inesattezze e
dimenticanze riferite agli inquirenti nelle varie dichiarazioni
rese negli anni. La parte civile ha chiesto il confronto tra gli
ex coniugi ma la Corte ha rigettato. Sentita anche Daniela
Biondi, la parente di Forte, la quale ha riferito che l’uomo “ha
sempre palesato paura nel dover raccontare quello che vide”.
    Prossima udienza il 13 dicembre. (ANSA).
   

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