Rai – Carlo Tavecchio, aveva 79 anni, era ricoverato da mercoledì per problemi polmonari. Era stato anche a capo della Lega Nazionale Dilettanti. Un minuto di silenzio prima di tutte le partite e bandiere a mezz’asta nella sede della Federazione e a Coverciano

Aveva 79 anni anni Carlo Tavecchio, ex presidente della Federcalcio e attuale numero uno del Comitato regionale lombardo della Lega nazionale dilettanti. Morto nella notte del 28 gennaio, era ricoverato in un ospedale brianzolo. Aveva problemi di natura polmonare e mercoledì era stato portato in ospedale per un improvviso peggioramento.

Era stato anche sindaco del suo comune di nascita, Ponte Lambro, nel Comasco, eletto nelle liste della Democrazia Cristiana, per ben quattro mandati, dal 1976 al 1995. Nel ’74 fu tra i fondatori della Polisportiva di Ponte Lambro e per 16 anni presidente dell’ASD Pontelambrese, società dilettantistica che durante la sua gestione era arrivata in Prima Categoria.

Il cordoglio del ministro dello Sport, di Figc e Lega Serie A

Affranto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, che parla di “giornata buia perché è andato via un amico. È andato in un luogo dove si è sempre presenti e dove un giorno ci ritroveremo”.

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, sottolinea: “Sono profondamente addolorato per la scomparsa di un vero appassionato di calcio come Carlo Tavecchio. Ci lascia un amico dalle grandi qualità umane, molto impegnato nel sociale, e un dirigente preparato, che ha saputo dare voce e dignità alle società dilettantistiche e che non ha mai rinunciato a innovare. L’impulso allo sviluppo del calcio femminile in Italia attraverso il connubio con i club professionistici maschili, l’introduzione in Italia della Goal Line Technology e del Var, così come la scelta in campo internazionale di appoggiare gli attuali vertici di Uefa e Fifa, sono state sue felici intuizioni”.

La Figc ha disposto che prima di tutte le partite dei campionati nazionali previste per il fine settimana, compresi i posticipi di lunedì, sia osservato un minuto di silenzio per ricordare Tavecchio. In segno di lutto inoltre saranno tenute a mezz’asta le bandiere del palazzo di via Allegri, sede della Federazione, e del Centro tecnico federale di Coverciano.

Il presidente della Lega di serie A, Lorenzo Casini, “esprime le più sentite condoglianze alla famiglia del presidente Carlo Tavecchio. Ha dedicato la propria vita al mondo del calcio, con particolare riguardo al settore dilettantistico e giovanile a cui ha sempre riconosciuto il valore e l’importanza che meritano per lo sviluppo di tutto il movimento”.

Le dichiarazioni razziste e contro le donne

Tavecchio è stato soprattutto il presidente della Federcalcio dal 2014 al 2018 e si è reso più volte protagonista di polemiche a causa di alcune sue dichiarazioni razziste e misogine. La prima il 25 luglio 2014, quando stava per essere eletto alla presidenza. Durante l’assemblea estiva della Lega Dilettanti, riferendosi al giocatore nigeriano Opti Pobà, disse: “Qui gioca chi mangiava le banane”. Si scusò poi dicendo che si riferiva al curriculum.

In quel periodo rispuntò anche un video, ripreso da Report su RaiTre del 5 maggio 2014, in cui l’allora candidato alla presidenza del calcio italiano si esprimeva in questi termini sulle donne: “Noi siamo protesi a dare una dignità anche sotto l’aspetto estetico alla donna nel calcio”, precisando poi: “Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sotto l’aspetto della resistenza, del tempo, dell’espressione atletica. Invece abbiamo riscontrato che sono molto simili”.

Dopo i casi di Pobà e delle “donne handicappate”, un anno dopo, arrivarono le dichiarazioni antisemite e omofobe. In una chiacchierata con il giornalista Massimo Giacomini, pubblicata dal “Corriere della sera”, definì Cesare Anticoli (commerciante e proprietario di molti immobili a Roma) un “ebreaccio”. E aggiunse: “Non ho niente contro gli ebrei”, ma “è meglio tenerli a bada”. E riferendosi poi a un ex dirigente della Federcalcio: “Ma è vero che è omosessuale? Io non ho nulla contro, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo”. Si difese dicendo che non era un’intervista, ma una “chiacchierata”.

Tavecchio si era dimesso dalla presidenza della Figc a seguito della mancata qualificazione della nazionale italiana al campionato mondiale di calcio 2018.

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