Alba, il mondo secondo Ultimo
Si intitola Alba, come il brano che ha cantato all’ultimo Festival di Sanremo, ed è il frutto di un anno di viaggi di Ultimo, che da sempre ha scelto di mostrarsi e raccontarsi solo con le sue canzoni. Non ama parlare di sé in altro modo, schivo, riservato, anche questa volta, traccia dopo traccia, dipinge un ritratto di sé che vale più di qualsiasi dichiarazione.
In quattordici tracce, nate tra Los Angeles, la Sicilia, passando per Londra, Niccolò Morriconi mette in musica i suoi pensieri, i suoi silenzi, le sue paure, la sua visione del successo e dell’amore. C’è tanto amore, ma c’è anche la voglia di scatenarsi nella già edita Vieni nel mio cuore e in Sono pazzo di te, l’unico altro vero uptempo del disco. Poi Tornare a te, un brano nostalgico che ricorda l’amore passato, Amare per l’amore che salva, passando per l’R&B di Tu e una cena a lume di candela a New York, Vivo per vivere, dove esce la sua solitudine, fino a Le solite paure che raccontano la sua visione della musica, accentratrice di ogni suo momento e pensiero, fatta per vivere di condivisione, il suo senso. Ogni traccia nasce per dire qualcosa, non c’è un filo conduttore, ma il bisogno di mostrare il suo mondo. Da Alba, la prima traccia, l’inizio. A Titoli di coda, che dà un senso di chiusura e completamento di questo nuovo viaggio in cui il pianoforte rimane il protagonista delle sue composizioni, l’amico presente da sempre. Aveva 8 anni lo toccava per la prima volta, a 15 iniziava a sognarci sopra, con le sue prime canzoni, le stesse con cui ha raggiunto il successo. Ultimo aggiunge qui un tassello al percorso che in quattro anni lo ha portato a riempire gli stadi, fino agli 11 sold out della scorsa estate e sono già oltre 250 mila i biglietti venduti per il prossimo tour in partenza a luglio. Non conta quindi un quarto posto all’Ariston o le polemiche dei giorni seguenti. Per lui conta solo la gente. E alla sua gente dà appuntamento con queste nuove canzoni.
C’è la cura del suono, c’è la sua vita privata messa in musica, c’è la necessità di rimanere fedele a se stesso, per non deludere loro. «Sento di girare nudo quando sono per strada, perché dico tutto quello che sono e anche quello che vorrei essere», racconta. E diventa chiaro il motivo per cui chi lo ascolta lo difende sempre e comunque. Perché a 27 anni, all’apice della sua carriera, Ultimo è ancora Niccolò, il ragazzo con un vuoto dentro che nessun successo può colmare e che lo rende così simile a tanti, sotto al palco con lui.
