VF – La rinascita di Brendan Fraser: dalla depressione più profonda al suo primo Oscar
Sua la statuetta per Brendan Fraser , come miglior attore protagonista per «The Whale». Il suo percorso per arrivare qui, però, è stato tutt’altro che semplice
Se anche voi, come Charlie, che interpreto in questo film, state lottando in qualche modo con l’obesità o vi sentite in un mare oscuro, voglio che sappiate che potete avere la forza di alzarvi e andare verso la luce. Vi accadranno cose belle». Questo è un estratto del discorso di Brendan Fraser al momento di ricevere il suo primo Oscar per The Whale (del regista Darren Aronofsky).
Gli è stato assegnato nella categoria «Miglior Attore» ai Critics’ Choice Film Awards per la sua potente interpretazione del protagonista di questo film drammatico. Nel suo discorso Fraser non si è limitato a parlare del suo personaggio, ma tra le righe si legge parte della sua storia personale di auto-miglioramento. Una storia che si è ripetuta questa sera alla 95ª edizione degli Oscar.
Fraser ha ringraziato i suoi figli – Griffin, Leland e Holden – la sua compagna Ginny, e lo studio A24 «per aver realizzato un film così audace». Si è rivolto anche ai colleghi nominati con una metafora che si ricollega al film: «Signori, interpretando questi film avete messo a disposizione i vostri cuori di balena per vedere cosa c’è nelle vostre anime. Sono onorato di essere stato nominato insieme a voi per questa categoria». E non ha dimenticato Darren Aronosky, il regista: «Grazie per avermi dato un’ancora di salvezza creativa».
La storia di un crollo
«Ho iniziato a fare questo mestiere più di 30 anni fa – ha detto Fraser – e le cose non sono sempre state facili, ma avevo qualcosa che all’epoca non ho apprezzato finché non l’ho più avuto. Voglio ringraziarvi per questo riconoscimento, perché non avrei potuto ottenerlo senza il resto del team. È come se stessi facendo una spedizione in fondo all’oceano e l’aria mi arrivasse solo attraverso un tubicino che sorveglia quella parte importante della mia vita». Grazie a questo ruolo, Fraser ha fatto i conti con il suo passato turbolento, e ora guarda con fiducia a un nuovo percorso.
Alla fine degli anni Novanta, Fraser aveva tutte le carte in regola per diventare la prossima grande star di Hollywood. Per molti, sarebbe stato lui a raccogliere l’eredità del re dei blockbuster da Tom Cruise in persona. Era bello, forte, carismatico, molto americano (un patriottismo esaltato dalle case di produzione dell’epoca) e la sua simpatia abbagliava il pubblico. Ma un fatto terribile ha stroncato la carriera di questo attore, famoso per le sue interpretazioni in film come La mummia (1999) e George of the Jungle (1997).
