Come riportato da “VanityFair”, Giorgio Armani ha pronunciato un discorso molto toccante durante la cerimonia della sua laurea
Giorgio Armani, appena laureato, si è lasciato andare in un discorso tra aneddoti ed emozioni durante la cerimonia, ecco quanto riportato da “VanityFair“:
Giorgio Armani ha pronunciato il suo discorso nel quale i ricordi e le emozioni si sono susseguiti commovendo la platea. Tra i ricordi, doverosi e affettuosi allo stesso tempo, quello al socio fin dagli esordi e compagno Sergio Galeotti: Armani gli riconosce tutta la capacità imprenditoriale e l’impegno sul versante finanziario ed economico, nei primi anni di fondazione della loro società, mentre allo stilista spettava occuparsi degli aspetti squisitamente creativi. Quando Galeotti è prematuramente scomparso, «molti pensavano che non ce l’avrei fatta», dice Armani. Ma le cose sono andate ben diversamente: il brand è diventato un intero mondo estetico, un’azienda con più di 8mila dipendenti nel mondo, un vanto della cultura italiana e, soprattutto, un grande esempio di indipendenza, che lo stesso Armani rivendica con grande orgoglio.
È anche capace di ironia, Armani – una caratteristica che solo i grandi hanno – quando sorridendo dichiara: «Ascolto sempre il parere degli altri. Ma poi sono io che prendo le decisioni». Una pausa. «Ma non me ne vogliano i miei collaboratori, eh». E persino di poesia, quando riesce a sintetizzare con precisione ed efficacia l’essenza di tutta la sua carriera: «Ogni singola idea che ho è frutto di un innamoramento. E questo lavoro, che per me è la vita, è un atto continuo di amore».
Ma la chiosa più dolce e vera Armani la regala con la tenerezza dei suoi occhi azzurri al termine della cerimonia, all’uscita, nel foyer del teatro quando incontra i giornalisti per un veloce scambio di battute: «Questa Laurea non deve essere una conclusione. Però mi ha obbligato a ricordare un percorso che io ho fatto, molto impegnativo, dimenticando me stesso. E questo è molto grave, ve lo sconsiglio. Lavorate, tenete duro sul vostro lavoro, ma non dimenticate che quando andate a casa avete un gatto, un cane, un bambino, una mamma, una nonna… o un’amante. Non dimenticatelo. Perché poi, andando avanti, si scopre di avere bisogno di persone al proprio fianco».
