Ultimo si racconta in una intervista.

Ultimo racconta in un’intervista il suo passato e l’amore per la fidanzata. Ecco quanto riportato da “Oggi“:”

 

LA FAMIGLIA – Il cantautore, al secolo Niccolò Moriconi, parla al Corriere della Sera, ricordando la sua adolescenza, gli amici e la famiglia: “Fino al 2010 aveva una società di costruzioni. Non eravamo poveri, il piatto in tavola non è mai mancato, pur vivendo in un quartiere molto popolare, san Basilio, che poi è a un chilometro e mezzo da dove sto adesso. Mi sentivo un privilegiato, ho sempre vissuto questa doppia condizione, e ho imparato molto su entrambi i lati. Continuo a frequentare lo stesso bar, da Stefano. E i miei amici sono sempre gli stessi del parchetto”.

LA MUSICA – L’amore per la musica è nato presto: a otto anni iniziò a suonare il pianoforte: “L’ho studiato per dieci anni. Mio papà Sandro mi spingeva su una strada più protetta, ma mia mamma Anna mi ha sempre incoraggiato. È una sorcina persa, ascoltavamo Renato Zero tutto il giorno”. Un giorno gli fece chiedere da uno zio se volesse ascoltare la canzone che aveva preparato per Sanremo Giovani: “Mi mandò un sms bellissimo: ‘Io non posso influire sulla commissione, ma anche se potessi non lo farei. È come quando vedi in vetrina un vestito bellissimo, e lo vuoi a tutti i costi. Con il tempo troverai le risposte’. Non era banale che un grande come lui si occupasse di un pischello come me. Poi con Renato sono salito sul palco. Mi ha presentato così: ‘Il mio nipotino gode della stessa umiltà dello zio’. In effetti, lui Zero e io Ultimo, siamo un po’ parenti”. Oggi Ultimo riempie gli stadi, ma non è stato facile: “Mi sono presentato tre volte ad Amici, due volte a X Factor, due volte a Sanremo giovani, al tempo di Carlo Conti, e non mi hanno mai preso”. Poi però le cose sono cambiate: “Io sono stato fortunato a riuscire al momento giusto”. Con la scuola andò diversamente, due volte bocciato al liceo: “Non  me ne vanto, mi è dispiaciuto e mi dispiace tuttora”.

LE PAURE E LA DROGA – Il cantautore ammette di essere ipocondriaco “nel senso che vorrei avere tutto sotto controllo; ma nessuno può avere tutto sotto controllo. È cominciato quando a sedici anni, per preparare un esame di ammissione a un liceo, mi sono fatto un’intera caffettiera e mi è venuta la tachicardia. Mi sottopongo a due, tre visite alla settimana. Devo ricordarmi di bere più acqua, perché l’ecografia indica che sono sempre disidratato. Ora da tredici giorni ho smesso di fumare. Ma mi sa che ricomincio. So che è sbagliato, ma senza è tremendo”. Alla mamma dice da tempo “tra due anni muoio”. Ma ammette: “Sto per perdere una scommessa con un medico mio amico: ‘Se superi i 27 anni, mi porti a cena’. A gennaio ne compio 28, mi sa che dovrò pagare io”. E aggiunge: “Ho frequentato a lungo uno psichiatra e una psicoterapeuta, Raffaella, le sono molto affezionato. Non c’è nulla di male ad avere un problema; il vero problema è negare di averne. Parli a un medico, ma in realtà stai parlando a te stesso. È importante parlarsi, conoscersi, capire cosa c’è dietro a quello che siamo”. Quanto alle droghe, dice: “Ogni tanto la sera una canna me la faccio, soprattutto in California dove è legale. Mi rilassa. Non dico sia giusto, è meglio non farlo, così come è meglio non bere coca-cola e non mangiare hamburger da McDonald’s. Non ho il mito della marijuana, ma credo che andrebbe legalizzata”.

L’AMORE PER JACQUELINE – La sua vita è cambiata da un folgorante incontro con Jacqueline Luna Di Giacomo, figlia di Heather Parisi: “Ho visto la foto di una giacca disegnata da lei, con una pezza a forma di chitarra, e le ho scritto: ‘Vuoi essere la chitarrista del mio prossimo tour?’. Ci siamo dati appuntamento a Trastevere, il quartiere dove è nata. Sono arrivato con uno zainetto e quattro birre. Abbiamo parlato tutta la sera, era tanto che non passavo una sera normale. Il giorno dopo lei partiva per l’America… Ci eravamo innamorati, senza esserci mai dati un bacio. Ha una naturalezza, una solarità, un modo di essere invisibile ai più. Volevo capire cosa si nascondeva dietro di lei. Così appena è stato possibile l’ho raggiunta in America”.”

 

 

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