Giorgio Armani è molto legato al cinema.
Tra Giorgio Armani ed il cinema c’è sempre stato un legame strettissimo. Ecco quanto riportato da “Vanity Fair“:”
«La vita è un film e i miei capi di abbigliamento sono i costumi», parola di Giorgio Armani. Del resto, come meglio riassumere la sua fashion-legacy? Attraverso i tagli nitidi e puliti, le tenui sfumature greige e l’allure rigorosa ma mai castigata delle sue creazioni, la regia di Armani ha diretto la storia del costume dentro e fuori le passerelle, dalla sua cara Milano all’insegna di Hollywood. In altre parole, «Re» Giorgio, nostro patrimonio nazionale, è colui che ha vestito (e veste) il casting del mondo.
A spalancargli le porte della settima arte, e del successo internazionale, troviamo American Gigolò (1980) di Paul Schrader con la rivoluzione del classico completo da uomo all’insegna di morbidi blazer destrutturati e pantaloni con pinces. Una mise squisitamente elegante, tanto da essere ribattezzata l’«American Gigolo’s suit», diventata espressione ante litteram del made in Hollywood all’italiana. Specialmente se ad indossarla è il giovane Richard Gere nei panni di un businessman del piacere. Talmente fascinoso in quegli abiti (e senza), da essere assurto a sex symbol degli anni Ottanta.
