L’udienza preliminare sulla presunta truffa alla cassa integrazione registra nuove istanze: dalla richiesta di trasferimento del procedimento a Roma al patteggiamento da parte di Visibilia
Le vicende giudiziarie che coinvolgono la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, registrano nuovi sviluppi. Nell’udienza preliminare per la presunta truffa ai danni dell’Inps, sono emerse diverse novità.
Visibilia Editore, una delle società coinvolte, ha proposto un patteggiamento, offrendo di saldare i debiti relativi alla cassa integrazione in deroga. Questa mossa è del tutto autonoma rispetto alla posizione di Santanchè e degli altri imputati.
Nel frattempo, la difesa della ministra ha chiesto il trasferimento del procedimento a Roma, sede dell’ente pensionistico. Questa istanza sarà valutata dalla giudice nei prossimi giorni. Inoltre, la difesa ha sollevato l’eccezione di riqualificazione del reato da truffa aggravata a indebita percezione di erogazioni pubbliche.
L’Inps, costituitosi parte civile, ha chiesto il risarcimento dei danni subiti, sia di natura patrimoniale che non patrimoniale.
La ministra Santanchè, presente all’udienza, si è detta ottimista sull’esito del procedimento. Tuttavia, le indagini sulla sua attività imprenditoriale proseguono, con particolare attenzione rivolta alle società del settore bio-food, tra cui Ki Group srl, fallita a gennaio.
In sintesi, il caso Santanchè si arricchisce di nuovi elementi, con le parti in causa che adottano diverse strategie difensive. Sarà la giustizia a stabilire le responsabilità di ciascuno.
