Milioni di morti nel mondo, costi sanitari alle stelle e un continente africano particolarmente colpito. Il G7 si riunisce per trovare soluzioni e l’Italia punta sulla cooperazione internazionale
I super batteri resistenti agli antibiotici rappresentano una minaccia globale sempre più preoccupante. Secondo stime dell’OCSE, entro il 2050, il trattamento delle infezioni resistenti potrebbe far lievitare i costi sanitari dei Paesi del G7 di miliardi di euro. L’Italia, in particolare, potrebbe dover far fronte a milioni di giorni di degenza ospedaliera in più ogni anno.
Il tema è stato al centro del dibattito del G7 ad Ancona, dove i ministri della Salute e delle Finanze hanno discusso l’importanza di aumentare gli investimenti nella ricerca di nuovi antibiotici e nella produzione di farmaci in Africa, un continente particolarmente colpito da questa emergenza sanitaria.
L’antimicrobico resistenza (AMR) è responsabile di milioni di morti ogni anno a livello globale e rappresenta un grave problema di salute pubblica. L’Europa non è esente da questa minaccia, con decine di migliaia di decessi attribuibili all’AMR ogni anno.
L’Italia, in qualità di presidente del G7, ha posto al centro della propria agenda la lotta all’AMR e la cooperazione con l’Africa. Il Piano Mattei, presentato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prevede importanti investimenti per lo sviluppo del continente africano, anche nel settore sanitario.
A novembre, si terrà a Bari una conferenza internazionale sull’AMR, con l’obiettivo di riunire esperti e decisori politici per discutere strategie e collaborazioni internazionali per affrontare questa emergenza globale.
