L’animale, considerato pericoloso, è stato ucciso su ordine della Provincia nonostante le proteste degli animalisti
Nella notte tra il 30 novembre e il 1 dicembre, l’orso M91 è stato abbattuto in Trentino. La decisione è stata presa dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, in seguito a ripetuti avvistamenti dell’animale in zone abitate e a un incidente in cui aveva inseguito una persona.
L’abbattimento, eseguito dal Corpo forestale trentino, si inserisce nel quadro del Piano Interregionale per la Conservazione dell’Orso Bruno, che classifica gli orsi in base al loro livello di pericolosità. M91 era stato classificato al grado 16 su 18.
La decisione di uccidere l’orso ha suscitato forti polemiche. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, ha definito l’accaduto “un’ennesima vergogna” e ha accusato la Provincia di agire d’imperio, senza considerare alternative non letali alla gestione dell’orso.
Le associazioni animaliste sostengono che la Provincia di Trento non abbia attuato misure sufficienti per prevenire i conflitti tra orsi e umani, come l’installazione di cassonetti anti-orso o la creazione di corridoi ecologici.
L’abbattimento di M91 rappresenta l’ultimo episodio di una serie di uccisioni di orsi in Trentino, che hanno alimentato il dibattito sulla convivenza tra uomo e fauna selvatica.
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