Condanna unanime per l’escalation di violenza e antisemitismo: le istituzioni chiedono interventi rapidi e giustizia
Dopo il corteo per Ramy Elgaml, Bologna è stata teatro di gravi episodi di violenza. Dieci agenti sono rimasti feriti, e la Sinagoga della città è stata vandalizzata. Il sindaco Matteo Lepore ha espresso solidarietà alla comunità ebraica e ringraziato le forze dell’ordine per l’intervento in una situazione complessa: “Non ci sono cause giuste per devastare Bologna”. Ha inoltre annunciato azioni legali contro i responsabili.
Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha condannato i fatti, definendoli intollerabili e offrendo vicinanza alle comunità colpite. Anche il Ministro Roberto Calderoli ha espresso preoccupazione per il clima crescente di antisemitismo e violenza: “Un vortice di odio che non può essere ignorato”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha denunciato l’attacco alla Sinagoga come “un fatto di estrema gravità che deve unire tutte le forze politiche nella condanna”. Ha poi accusato le istituzioni locali di non fare abbastanza per promuovere il dialogo.
Il senatore Marco Lisei (FdI) ha attribuito la responsabilità di tali episodi alle amministrazioni di sinistra, accusandole di tollerare realtà che alimentano la violenza. Ha chiesto un distacco netto da queste realtà per evitare ulteriori episodi simili.
L’escalation non si limita a Bologna: scontri simili si sono registrati a Torino, Milano e Roma, con danni e feriti. La tragica morte di Ramy sembra essere stata usata come pretesto per atti di violenza che mettono in difficoltà sia le comunità locali sia le forze dell’ordine.
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